Al lavoro dopo i sessanta

Eurostat: si allunga l'età lavorativa in tutto il Vecchio Continente



Ftaonline News, Milano, 30 Gen 2012 - 15:58

Secondo un'indagine Eurostat, nel Vecchio Continente sta finendo l'epoca dei baby-pensionati. In seguito alle riforme dei sistemi previdenziali dei vari stati europei, ma anche come riflesso di abitudini personali che vanno diffondendosi in tutta Europa, il momento della pensione si allontana sempre di più. E se il tasso di quasi sessantenni al lavoro più alto si registra in Svezia, anche in Italia cresce il numero di over 60 che rimanda il momento della pensione.

Si allunga sempre più la data della pensione

In tempi in cui la riforma dei sistemi del welfare è all'ordine del giorno in tutti gli stati europei, l'istituto di statistica europeo concentra la propria attenzione sulle dinamiche di uscita dal lavoro dei cittadini del Vecchio Continente, rilevando come l'età della pensione si stia spostando sempre più avanti non solo per effetto dell'adeguamento delle norme previdenziali all'allungarsi delle aspettative di vita.

Secondo le rilevazioni Eurostat, tra il 2001 e il 2010 il tasso di occupazione dei 60-64enni europei è cresciuto  dell’8%; una crescita ben più consistente di quella evidenziata, nello stesso periodo, dal tasso di occupazione delle persone di età compresa tra i 24 e i 64, pari al +2,1%. È invece rimasto stabile il tasso di occupazione degli ultra 65enni.

Tra le persone di età compresa tra i 55 e i 59 anni, il tasso di occupazione più elevato si registra in Svezia (80,7%), seguita da Danimarca (75.,9%) e Finlandia (72,5%). Gli ultracinquantenni che fanno più fatica a  rimanere al lavoro, invece, sono quelli che abitano in Polonia (5,8%), Slovenia (46,9%) e Malta (49,3%). Se si guarda agli over 60, invece, i Paesi in cui si registra la più alta percentuale di lavoratori di età compresa tra i 60 e i 64enni sono la Svezia (61%), il Regno Unito (44%) e l'Estonia (42,8%); sul fondo della graduatoria, in questo caso, si trovano Ungheria (13%), Malta (14,2%) e Slovacchia (17,2%).

La situazione italiana

Anche in Italia, l'età del lavoro si sta progressivamente allungando. Nel nostro Paese, il tasso di occupazione è pari al 52,7% per i 55-59enni, al 20,5% per i 60-64enni e scende del 3,1% fra gli over 65. In prospettiva, è possibile immaginare che l'entrata in vigore dell'ultima riforma previdenziale – quella firmata dal governo Monti – porterà a un rapido innalzamento dei tassi occupazionali tra gli ultracinquantenni.

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