L'Andamento dei Fondi Complementari

Perde slancio la spinta propulsiva della riforma del Tfr. Si registra infatti un rallentamento della crescita di adesioni ai fondi pensione negoziali e ai fondi pensione aperti



11 Lug 2008 - 10:08

Perde slancio la spinta propulsiva della riforma del Tfr. Si registra infatti un rallentamento della crescita di adesioni ai fondi pensione negoziali e ai fondi pensione aperti, mentre rimane sostanzialmente invariato il trend di crescita del comparto dei PIP. Emerge infatti un apprezzabile sforzo di espansione di queste ultime forme, le quali sono però spesso caratterizzate da costi più elevati. I numeri della previdenza arrivano dalla relazione annuale della Covip basata sui dati al 30 aprile scorso e presentata dal presidente della Commissione di Vigilanza Luigi Scimia.

Le adesioni

Nel complesso stentano a decollare le forme pensionistiche complementari che registrano 4,7 milioni di adesioni, di cui 3,5 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, su 12,2 milioni di lavoratori interessati. Stando ai dati Covip le preferenze vanno ai fondi negoziali con 2 milioni di adesioni, seguiti dai piani individuali assicurativi (1,2 milioni), dai fondi aperti (745 mila) e dalle forme pensionistiche preesistenti (680 mila).

A sorpresa il meccanismo del conferimento tacito ha avuto solo un ruolo marginale nella dinamica di crescita delle adesioni, riguardando circa 70.000 nuovi iscritti.

I numeri dei fondi complementari

Al primo quadrimestre 2008 risultano operanti 198 forme pensionistiche complementari di nuova istituzione (cioè costituite dopo l'aprile del 1993) "adeguate" alla nuova disciplina di settore. In particolare, si tratta di 42 fondi pensione negoziali, 81 fondi pensione aperti e 74 PIP, oltre a Fondinps. Ad esse si aggiungono 424 forme pensionistiche preesistenti, di cui 286 autonome e 138 interne a banche, imprese di assicurazione e societa' non finanziarie.

Gli iscritti a tali forme pensionistiche complementari sono circa 4 milioni e i contributi raccolti nel corso del 2007 risultano 7,5 miliardi di euro.

Le quote relative al trattamento di fine rapporto corrispondono a 3,2 miliardi di euro.

Identikit dei nuovi aderenti

I nuovi sottoscrittori dei fondi pensione sono in genere di sesso maschile con una minoranza femminile del 37% e sicuramente di età media, con poche eccezioni di giovani sotto i 35 anni (un 36% circa delle nuove adesioni). Si conferma una netta dicotomia tra meridione e settentrione del paese.

Guardando alla ripartizione geografica dei nuovi aderenti, risulta infatti  una concentrazione nelle regioni settentrionali ben superiore a quella dell’occupazione: i nuovi aderenti situati in tale area geografica costituiscono il 66 per cento del totale a fronte del 57 per cento degli occupati. Per contro, nelle regioni meridionali e insulari è localizzato il 15 per cento dei nuovi iscritti rispetto al 23 per cento degli occupati.

Sembra confermata dai dati la correlazione positiva tra la dimensione aziendale e il tasso di adesione ai fondi da parte dei dipendenti.

Il tasso di adesione è infatti stimato per gli occupati in imprese con meno di 50 addetti pari al 12 per cento mentre si attesta al 42 per cento se riferito alle imprese con almeno 50 addetti.

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