Crisi finanziaria a basso rischio per i fondi

Confermata la bassa esposizione dei fondi italiani ai titoli “tossici”.



FTAOnline News, Milano, 29 Ott 2008 - 08:48

I titoli in crisi avrebbero inficiato il buon rendimento di molti fondi pensione europei, asiatici ed americani, ma non italiani. Secondo le rilevazioni della Covip, infatti, i prodotti previdenziali non sembrano avere grosse esposizioni verso i titoli a rischio nel nostro Paese. L’unico elemento di incertezza riguarderebbe il coinvolgimenti verso le obbligazioni islandesi.

Perdite in cifre

Le perdite causate su base globale da prodotti strutturati come titoli di debito garantiti e prestiti obbligazionari, asset-backed securities, commercial paper-backed securities e veicoli di investimento strutturati, ammonterebbero secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale a 945 miliardi di dollari (705 miliardi di euro).

Il bilancio delle banche denuncia svalutazioni nell’ordine di 400 miliardi di dollari, con il rischio che la restante parte sia detenuta da fondi pensione, compagnie d’assicurazione e grandi patrimoni.

Secondo i calcoli del Financial Times, i prodotti strutturati come CDO, ABS, SIV e strumenti di protezione del capitale, rappresentano l’8% degli asset totali dei fondi pensione. Vale a dire che su un patrimonio globale di 15.000 miliardi di dollari, 700 miliardi potrebbero essere “tossici”.

Una cifra compresa tra i 400 e i 700 miliardi di asset tossici potrebbe dunque annidarsi nei bilanci dei fondi pensione dei paesi più esposti come Danimarca, Germania, Francia, Svezia e USA.

La situazione italiana

L’esposizione dei fondi pensione chiusi, di quelli negoziali e contrattuali dei dipendenti italiani sarebbe decisamente contenuta, assicura la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione). Nella recente audizione in Parlamento, Bruno Mangiatori, in qualità di rappresentante della Covip, ha dichiarato che su 600 fondi analizzati, solo 16 detenevano azioni o obbligazioni legati a Lehman Brothers. Oltre ad essere limitato il numero di fondi pensione coinvolti, risulta limitata anche l’esposizione dei singoli portafogli.

Il problema riguarda in particolare tutti i possessori di polizze index linked e in particolare Vita index linked. Questa tipologia di contratti assicurativi prevede normalmente la garanzia della restituzione dei premi versati alla scadenza, oltre a eventuali rivalutazioni ottenibili nel caso in cui un determinato indice o paniere di titoli si dovesse rivalutare. A garantire la restituzione del capitale, però non è la compagnia assicurativa che ha venduto il prodotto, bensì l'emittente che sta alla base del funzionamento di questo contratto. Lehman Brothers figurava come controparte di numerosi prodotti assicurativi, cosa che ha determinato il rischio per una settantina di index linked collocate da svariate compagnie italiane.

Chi è esposto?

L’esposizione dei fondi negoziali (o fondi chiusi, o contrattuali), ovvero dei fondi delle categorie di lavoro dipendente italiani, ai titoli Lehman è stata limitata: questi prodotti compaiono appunto solo in 16 casi su 600. La notizia che è stata più enfatizzata riguarda il fondo pensione contrattuale più importante, quello dei metalmeccanici: Cometa, 3,6 miliardi gestiti. Anche in questo caso, comunque, come hanno spiegato subito in modo trasparente, i responsabili, l’esposizione a Lehman Brothers equivaleva allo 0,10 per cento.

Tra i pochi fondi che hanno dichiarato di possedere titoli Lehman ci sono poi anche Fonchim, secondo fondo pensione italiano in ordine di importanza, il fondo dei lavoratori chimici, considerato il battistrada dei fondi pensione made in Italy. Fonchim gestisce oggi 1,6 miliardi di euro e ha dichiarato una esposizione per lo 0,18 per cento in obbligazioni Lehman Brothers sul totale del patrimonio gestito. Altri fondi che sono risultati parzialmente esposti ai fondi Lehman sono Previmoda, il fondo pensione dei lavoratori dell’industria tessile e della moda e il fondo Fondoenergia, con una esposizione esigua pari allo 0,008 per cento, Previcooper, dipendenti della distribuzione cooperativa con una esposizione molto esigua (0,029) e Fopen, il fondo pensione dei lavoratori dell’Enel. Anche Previambiente, il fondo pensione dei lavoratori dell’igiene ambientale che si è caratterizzato in questi ultimi anni come uno dei fondi più avanzati dal punto di vista dell’investimento responsabile e perfino etico, ha dovuto dichiarare un’esposizione dello 0,09 per cento ad azioni Lehman Brothers.

 

 

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