Il costo della previdenza per le famiglie

Quanto incide il carico di un over 65 sul bilancio familiare



FTAOnline, 28 Set 2009 - 14:40

Cresce l'aspettativa di vita alla nascita ma non la spesa previdenziale per le famiglie. Questo il dato allarmante emerso da un recente studio condotto sul Welfare italiano da Maggioli Editore.

"Il sistema di welfare italiano -  recita il primo "Rapporto annuale sull'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia" - a differenza dei principali modelli europei, mantiene sulle famiglie un carico particolarmente importante nella cura e delle tutele, quasi a rendere l’intervento pubblico “marginale” o “sussidiario” rispetto a quello domestico".

 

Il “peso” della vecchiaia

Pesano prioritariamente sui bilanci familiari gli anziani non autosufficienti e, in secondo luogo, sul lavoro delle badanti. Solo in ultima istanza entrano in gioco servizi pubblici e privati. Un dato su tutti: la spesa sostenuta dalle famiglie italiane nel 2008 per retribuire le badanti supera quella stanziata dallo Stato nel 2007 per l'indennità di accompagnamento: lo 0,59% del Pil contro lo 0,54%.

 

La componente sanitaria della spesa pubblica dedicata agli over 65 rappresenta lo 0,46% del Pil, mentre la componente comunale si ferma a quota 0,12% (dati 2007).

 

Ma i bisogni delle famiglie nel prendersi cura degli over 65 non più in grado di provvedere a se stessi sono soprattutto "l'organizzazione dell'assistenza, l'aiuto domestico, il sostegno psicologico e sanitario. L'area delle cure mediche è quella in cui la presenza dei servizi pubblici e privati appare più estesa", si legge nel rapporto, per il resto ognuno si arrangia come può. La maggior parte degli over 65 non autosufficienti percepiscono l'indennità di accompagnamento (9,5%), molti si rivolgono a un assistente familiare (il 6,6% degli anziani ha una badante), alcuni chiedono l'assistenza domiciliare integrata (4,9%), mentre il 3% vive in una struttura residenziale (case di riposo, case protette, eccetera).

 

Prospettive di federalismo

 

Con la legge approvata ad inizio anno dal Senato sul federalismo saranno a breve gli enti locali a doversi sobbarcare la spesa assistenziale e sanitaria.

Le Regioni con l’approvazione del federalismo fiscale dovranno garantire dunque il finanziamento integrale (a costi standard) dei livelli essenziali delle prestazioni per tutti i diritti civili e sociali. Sanità, assistenza e servizi riguardanti il diritto allo studio, oltre che le funzioni amministrative in materia di istruzione svolte dalle Regioni graveranno dunque intermente sui bilanci regionali.

 

Sul piano delle entrate finanziarie le Regioni potranno contare su: IRAP (fino alla sua sostituzione); tributi regionali da individuare in base al principio di correlazione, riserva di aliquota o addizionale sull’IRPEF, compartecipazione regionale all’Iva. Tali fonti dovranno garantire il finanziamento integrale in una sola Regione, per le altre interverrà il fondo perequativo. Nelle funzioni fondamentali il finanziamento sarà integrale. Oltre ai tributi propri e alla possibilità di istituire tasse di scopo, i Comuni potranno contare su tassazione immobiliare (esclusa l’ICI), compartecipazione all’IRPEF e all’IVA, mentre le Province conteranno sull’imposizione legata al trasporto su gomma e compartecipazione a un tributo erariale.

 

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