Lavoro: tra cassa integrazione e assegno disoccupazione

Aumenta la disoccupazione e il ricorso alla cassa integrazione.



FTAOnline, Milano, 05 Feb 2009 - 13:22

Peggiora drasticamente il quadro lavorativo nel nostro Paese e mentre l’Europa si mobilita per attivare misure anti crisi a sostegno di imprese e lavoratori il ministro del Welfare ipotizza un maggior ricorso alle risorse del Fondo sociale Europeo. Se oltreconfine il cancelliere Merkel ha rafforzato il sostegno economico alle imprese tedesche che riducono l’orario di lavoro, assicurando la copertura di parte dello stipendio per un periodo massimo di 18 mesi, in Inghilterra il premier Brown sta pensando di introdurre finanziamenti pubblici per le aziende manifatturiere in difficoltà che scelgano di far passare i propri dipendenti al part-time. Oltr’Alpe invece le 35 ore subiscono una metamorfosi trasformandosi in ammortizzatore sociale. Il monte ore minimo previsto per legge serve alle aziende sempre più per evitare cassa integrazione o licenziamenti.

I numeri della crisi

A gennaio il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è cresciuto del 334,33% rispetto all’anno precedente toccando 17,4 milioni di ore, con un calo mensile del 14%. A trainare la classifica - in linea con quanto emerso a novembre e dicembre - l'industria metallurgica (+719% su anno) e meccanica (+586,5%). I dati sono forniti dall'Inps in una nota. Il ricorso alla cig straordinaria ha segnato in gennaio un +8,52%, con un +21% su dicembre. L'industria tessile quella più colpita con un +43,28% rispetto a gennaio 2008. In totale le ore di cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) autorizzate a gennaio sono state a gennaio 29,5 milioni, quasi il doppio rispetto ai 15,3 milioni di un anno fa. 

Le brutte notizie non si fermano qui. Stando ai dati Istat infatti il numero delle persone in cerca di occupazione ha registrato il terzo aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.527.000 unità (+127.000 unità, pari al +9% rispetto al terzo trimestre 2007) nel terzo trimestre dello scorso anno. L’innalzamento del livello della disoccupazione risente soprattutto della crescita degli ex-occupati nel Nord e nel Centro e degli ex-inattivi nel Mezzogiorno. Il tasso di disoccupazione, nel terzo trimestre, è aumentato rispetto a un anno prima di 0,5 punti percentuali per gli uomini e di 0,4 punti percentuali per le donne, portandosi rispettivamente al 4,9 e al 7,9%.

Quali ammortizzatori sociali?

In Italia esiste un, seppur esiguo, assegno di disoccupazione consistente in un’indennità che spetta ai lavoratori, assicurati contro la disoccupazione, che siano stati licenziati o ai lavoratori che siano stati sospesi da aziende colpite da eventi temporanei non causati né dai lavoratori né dal datore di lavoro (mancanza di lavoro, di commesse o di ordini, crisi di mercato ecc.).

Condizione sufficiente e necessaria per ottenerla è essere assicurati all’Inps da almeno due anni e avere almeno 52 contributi settimanali nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Aumentati per importo e durata nel 2008 gli assegni di disoccupazione ordinaria sono passati lo scorso anno da 7 a 8 mesi, con un’estensione a 12 (invece di 10) per chi ha superato i 50 anni di età.

L’importo spettante è pari al 60% della retribuzione per i primi 6 mesi, 50% per settimo e ottavo mese e 40 per cento per i mesi successivi.

Per la disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti, l’indennità passa dal 30% al 35% della retribuzione per i primi 120 giorni e al 40% per i successivi, fino a un massimo di 180 giorni.

 

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