Previdenza completare: rapido bilancio

Nel 2009 hanno tenuto i fondi negoziali e sono cresciuti i Pip



FTAOnline News, Milano, 22 Feb 2010 - 11:12

Che effetto avranno le varie turbolenze finanziare di diversi Paesi europei, Grecia in primis, sull’assetto del risparmio, della finanza e sul risparmio previdenziale? Se il rischio crack sembra scongiurato, restano aperti altri problemi e pare opportuno lavorare approfonditamente in almeno due direzioni: rendere il sistema previdenziale integrativo più protetto rispetto ai repentini cambiamenti di umore dei mercati finanziari internazionali e aumentare, in numero, l’insieme di lavoratori che possono beneficiare della cosiddetta “seconda gamba” previdenziale.

 

La situazione attuale

Intanto, sfruttando gli ultimi dati forniti dalla Covip (Commissione di vigilanza sulla previdenza complementare), è possibile farsi un’idea sullo stato di salute attuale del sistema della previdenza complementare italiano. L’effetto della crisi finanziaria 2008 non ha mancato di far sentire il suo influsso: se le adesioni ai fondi pensione contrattuali hanno rispettato il trend degli anni passati (maggiori adesioni nelle grandi aziende e nei grandi gruppi industriali, bassa partecipazione e adesione nelle piccole e piccolissime imprese e tra i giovani) continuando a crescere con una dinamica abbastanza normale, per quel che riguarda le adesioni alle forme di previdenza complementare private si è registrato un andamento particolare.

 

Il dettaglio

Considerando con la cautela dovuta i dati percentuali rilasciati dalla Covip – come tutte le percentuali, infatti, se non rapportati ai dati assoluti rischiano di ingigantire il fenomeno osservato – si nota con chiarezza lo sviluppo dinamico del mercato cui si è accennato sopra. Nel raffronto tra i numeri del 2009 e quelli del 2008, si nota come – nonostante la crisi – i fondi pensione negoziali abbiano tenuto, facendo registrare una perdita in termini percentuali di iscritti (tra lo 0,1 e lo 0,2%). I cosiddetti Pip nuovi, ovvero le polizze individuali nuove, hanno invece evidenziato una netta crescita (che negli ultimi mesi ha sfiorato il 28%). In crescita anche i fondi pensione aperti, che fanno registrare un più 1,2% e un più 2,8%.

 

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