Assistenza e previdenza: le due facce della medaglia

Alcune novità introdotte dalla finanziaria 2009 in ambito previdenziale.



FTA Online News, Milano, 26 Nov 2008 - 10:35

Approvato dalla Camera il disegno di legge finanziaria prevede un intervento di carattere strutturale nel campo della previdenza, riassegnando le competenze. Nello specifico la Finanziaria 2009 attualmente in esame al Parlamento prevede una riduzione di 4,6 miliardi di euro di trasferimenti dal bilancio dello Stato a quello dell’Inps (articolo 2, commi 25 e 26).

La scelta operata sarebbe diretta conseguenza dell’avanzo di esercizio registrato dell’ente previdenziale a seguito dell’aumento delle aliquote contributive da lavoro dipendente introdotte dallo scorso governo.

Dall’assistenza alla previdenza

Alcune prestazioni, fino ad ora ritenute di carattere assistenziale e quindi poste a carico dello Stato, dal prossimo anno non saranno più imputate alla Gias (la Gestione degli interventi assistenziali, appunto). Una quota dei minori trasferimenti è utilizzata ai fini dell’incremento dei trasferimenti alla Gestione degli invalidi civili (che sicuramente è parte dell’assistenza).

Le prestazioni ‘trasferite’ dall’assistenza alla previdenza sono le seguenti:

  • incremento dell’assegno al nucleo familiare di cui all’articolo 1 comma 11 lett. a) della legge n.296/2006;
  • incremento dell’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola;
  • revisione dei requisiti di accesso al pensionamento anticipato;
  • soppressione del contributo aggiuntivo sul lavoro straordinario,
  • abolizione del divieto di cumulo.

La separazione delle competenze

A sancire il principio della separazione tra assistenza e previdenza è stata la legge n. 88/1989 che ha riformato in tal senso la struttura del bilancio dell’Inps. In particolare - oltre alla Gestione delle prestazioni temporanee, che eroga le prestazioni contro la disoccupazione involontaria, la Cig ordinaria, gli assegni al nucleo familiare, nell’ambito del Comparto dei lavoratori dipendenti - venne istituita (art. 37) la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno al reddito (Gias) che divenne il collettore degli apporti dal bilancio dello Stato a quello dell’Inps. Così, una serie di prestazioni (pensioni sociali, agevolazioni contributive, prepensionamenti, quota parte per ciascuna mensilità di pensione, ecc.) furono poste a carico dello Stato, il quale si accollò anche l’onere di ripianare il debito accumulato dall’Istituto.

Interventi previdenziali

Già a partire dal 1989 i bilanci delle gestioni Inps furono predisposti secondo le nuove direttive, che prevedevano una ricomposizione funzionale delle attività con riferimento alla loro natura previdenziale o non previdenziale. Proprio la legge n. 88/1989 fu risolutiva per il risanamento del bilancio Inps, anche grazie alla Gias che aveva il compito di raccogliere le prestazioni più critiche, poste a carico della fiscalità generale.

Le implicazioni fiscali

La questione della separazione tra previdenza ed assistenza, in conclusione, ha alle spalle un lavoro complesso ed implica, già adesso, un robusto apporto della fiscalità generale. Tanto che ormai sembra essersi smarrito il significato originario dei concetti di assistenza e di previdenza, in quanto è considerato classificabile nel primo settore tutto quanto è stato posto dalla legge a carico dello Stato e dei trasferimenti dal suo bilancio. 

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