Fondi pensione: continua la crescita dei rendimenti

Scopri cosa è emerso dalla relazione annuale della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) sul settore della previdenza complementare



FTA Online News, 15 Giu 2022 - 16:26

Il sistema previdenziale non solo regge ma fa registrare tassi di crescita molto vicini a quelli antecedenti l’avvento della pandemia. Aumentano anche gli iscritti ma serve una serie di correttivi per fasce deboli, donne e giovani.

 

Fondi pensione: battuto ancora il rendimento TFR

Il settore della previdenza complementare avanza sia in termini di rendimenti che in termini di quota iscritti anche se indubbiamente restano dei correttivi da fare.

Secondo i dati recentemente diffusi dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), il 2021 è stato chiuso dal comparto con 8,8 milioni di iscritti (+3,9 rispetto al 2020) con un risparmio previdenziale che ha raggiunto i 213 miliardi di euro (+ 7,8% sul 2020).

Per quanto riguarda i rendimenti la media è stata del 4,9% per i fondi negoziali, il 6,4% per quelli aperti, e l’11% per i Pip di nuova “generazione” rispetto a una rivalutazione media del TFR che è stata del,3,6%.

Il panorama non cambia anche prendendo in considerazione un periodo di 10 anni: il rendimento medio annuo dei fondi pensione negoziali è stato del 4,1%, quello dei fondi aperti il 4,6% e quello dei PIP del 5% a fronte di una valutazione media del TFR che è stata dell’1,9%.

 

Fondi pensione: ancora poche le adesioni da parte dei giovani


Nonostante la crescita della quota iscritti le adesioni per età vede una netta predominanza delle persone con un’età più prossima al pensionamento: il 50,3% ha una età compresa tra i 35 e i 54 anni, il 31,9% ha almeno 55 anni mentre solo il 17,8% ha meno di 35 anni per una adesione alla previdenza complementare che vede la netta prevalenza dei lavoratori che risiedono nelle regioni settentrionali con il 57%.

Nel complesso, aderisce ai fondi il 34,7% del totale dei lavoratori.

 

 

Fondi pensione: le proposte della COVIP

La COVIP chiede, considerando il complesso di un quadro economico instabile a causa anche del perdurare della crisi Ucraina, una profonda revisione del sistema degli incentivi che tenga conto anche di un mercato del lavoro nel quale ampio spazio hanno i contratti di lavoro atipici.

Inoltre, sarebbe importante distribuire gli incentivi includendo le fasce sociali deboli e che hanno un maggior bisogno di protezione sociale.

Un’altra importante modifica da apportare sarebbe il superamento del vincolo di permanenza per le aziende con meno di 50 dipendenti riproponendo il meccanismo di “silenzio-assenso” già sperimentato nel 2007 ma aggiornandolo.

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