Smart working: come funziona e cosa comporta?

L’emergenza Coronavirus ha sdoganato una alternativa al lavoro in ufficio sconosciuta a moltissime persone



FTA Online News, Milano, 02 Mar 2020 - 18:07

In questi giorni di emergenza legati al fenomeno Coronavirus molte persone, di concerto con le aziende per le quali lavorano, hanno scelto di optare per il "lavoro agile" fuori ufficio.
Ecco alcune cose da sapere sia a livello generale sia rispetto ai nuovi dispositivi di Legge.

 

Smart working: una alternativa in crescita anche prima del "Coronavirus"

Lo smart working è un argomento che recentemente ha polarizzato l’attenzione di moltissime imprese e lavoratori e occorre perciò fare un po’ di chiarezza viste le ultime disposizioni di Legge e il potenziale numero di persone coinvolte (quasi 8 milioni in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria).
La prima cosa da dire è che il lavoro da remoto (anche dal proprio domicilio) è regolamentato dalla Legge 81/2017 e pertanto non prevede alcun accordo sindacale ma è necessario, come precisato dalla Fondazione studi consulenti del Lavoro, un accordo stipulato tra azienda e lavoratore.
È obbligatorio anche produrre una comunicazione da parte del datore di lavoro che deve essere trasmessa al Ministero del Lavoro tramite il portale dedicato.
Il cambio involontario della prestazione lavorativa comporta (in osservanza del DCPM del 23 febbraio 2020) che venga corrisposto esattamente lo stesso stipendio percepito in precedenza. È chiaro che chi si assenta dal lavoro per semplice paura del contagio e non abbia quindi sintomi e non sia in quarantena volontaria, rientra nel caso di chi si assenta dal lavoro in modo ingiustificato e si sottopone alle sanzioni disciplinari di sorta (compreso il licenziamento).
Di fatto, mettendo da parte l’emergenza "Coronavirus", è bene ricordare che, secondo una indagine condotta da InfoJobs, entro quest’anno lo smart working sarà realtà per il 51% delle aziende a fronte di una media europea che utilizza questa forma di lavoro nel 25,3% dei casi con un tasso di crescita, nel nostro Paese, del 20% (secondo i dati dell’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano).

 

Smart working: siamo un Paese maturo per la svolta?

Sempre secondo l’Osservatorio, i benefici economico-sociali potenziali del lavoro agile sono elevatissimi con un aumento stimato della produttività del 15% a lavoratore, una riduzione del tasso di assenteismo del 20% e una riduzione dei costi di esercizio del 30%.
Non solo: l’equilibrio tra vita privata e lavoro migliorerebbe dell’80% mentre le emissioni di CO2 si ridurrebbero del 30% se si lavorasse da casa anche un solo giorno la settimana.
A conti fatti si tratterebbe di una svolta epocale ma il Paese è pronto per affrontarla?
Le carenze infrastrutturali italiane sono note ma abbiamo dalla nostra parte anche una massiccia dose di creatività e, una volta passata l’emergenza covid-19, è possibile cogliere l’occasione per accelerare la modernizzazione del sistema produttivo in ottica social and digital connected migliorando gradualmente la qualità della vita di tutti noi.

 

Articoli correlati

Coworking: perché è diventato un fenomeno virale?

Glossario finanziario

Hai dei dubbi su qualche definizione? Consulta il glossario finanziario di Borsa Italiana.

VAI


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.