Smartworking: quali sono i vantaggi e gli svantaggi

L’emergenza Coronavirus ha messo a nudo vantaggi e svantaggi del lavoro agile



FTA Online News, Milano, 18 Giu 2020 - 17:08

La situazione di emergenza con la quale lavoratori e dipendenti hanno dovuto fare i conti ha portato a una estensione massiva del lavoro "agile". Sarà davvero la modalità di lavoro più diffusa in futuro? E ad oggi quali sono vantaggi e svantaggi? Vediamoli insieme.

Smart working: tra pro e contro uno sguardo al futuro possibile

L’epidemia legata al Covid-19 ha avuto indubbiamente impatti molto forti su tutti gli aspetti della quotidianità delle persone compreso il contesto legato all’attività lavorativa che ha visto crescere l’utilizzo dello smart working (il lavoro svolto da casa in remoto) che permette di sopperire alla mancanza di un ufficio ove svolgere le proprie mansioni.

Secondo la ricerca "Lo smart working in Italia, tra gestione dell’emergenza e scenari futuri", condotta da ANRA e Aon, prima della pandemia solo il 31% usufruiva del "lavoro agile" mentre oggi siamo all’80%.
Un risultato oltre ogni più rosea aspettativa che evidentemente è frutto di una migliore organizzazione della aziende in tal senso. Ma esistono solo pro per il lavoro da remoto o ci sono anche contro?

Anche qui l’indagine fornisce un quadro legato al fattore tempo e al bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata: il 47% del campione analizzato (che comprende piccole e medie imprese) indica la possibilità di gestire con più autonomia i propri orari di lavoro accanto a un 43% che dichiara di avere un maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro. E fin qui i pro. Per i contro invece il 48% trova difficoltà nel separare ambiente lavorativo e domestico mentre il 58% afferma che c’è grande difficoltà nel limitare le ore dedicate a lavorare.

Sono dati che, messi a confronto, ci pongono di fronte a un panorama ancora soggetto a fenomeni di discontinuità percettiva e che pertanto paiono essere contraddittori.

Quello che invece pare essere abbastanza acquisita è la sensazione che lo smartworking rimarrà come la forma più diffusa di lavoro una volta che si sia tornati alla normalità: lo afferma il 48% di chi ne ha fatto uso e il 64% di chi invece non ha avuto questa possibilità.

L’auspicio è che questa nuova opportunità possa, in un futuro non lontano, prevedere nuove e più efficienti modalità di gestione del personale anche con sistemi di incentivazione premiante che vadano a vantaggio della produttività e della competitività del nostro sistema economico e produttivo.

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