Smart working 2021: disconnettersi diventa un diritto

Il Governo decreta il diritto alla disconnessione per tutelare maggiormente la salute dei lavoratori in smart working



FTA Online News, Milano, 23 Apr 2021 - 16:15

Le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno approvato un nuovo emendamento al decreto Covid in relazione allo smart working.

Vediamo insieme di che cosa si tratta, chi coinvolge e a partire da quando.

Smart working 2021: la disconnessione non può avere ripercussioni

La pandemia in corso ha cambiato radicalmente il modo di lavorare per milioni, ma alcuni punti sono rimasti finora poco definiti come le modalità in cui lo smart working deve essere svolto.

A questo proposito, il Parlamento Europeo ha recentemente approvato una risoluzione, entrata in vigore per tutti gli Stati membri, con la quale intende preservare il diritto di tutti i lavoratori a disconnettersi dai dispositivi telematici utilizzati per il lavoro da remoto.

Secondo i dati raccolti dall’Unione Europea, infatti:

  • il 27% di coloro che lavorano in smart working utilizzano il tempo libero per lavorare;
  • il 37% dei lavoratori in smart working, fatica a distinguere vita privata e professionale;

Il nostro Governo in linea con quanto previsto dalla normativa europea ha modificato, lo scorso 16 aprile, il decreto relativo al lavoro agile, stabilendo che il diritto alla disconnessione non può avere ripercussioni:

  • sul rapporto di lavoro;
  • sui trattamenti retributivi;
  • sul conteggio delle ferie, delle ore di malattia o dei permessi lavorativi garantiti per Legge.

Restano attualmente da definire le sanzioni a carico delle aziende che non rispettano tale disposizione governativa e i metodi attraverso i quali saranno svolte le opportune verifiche ma in ogni caso la stesura della normativa completa dovrebbe arrivare entro il 12 maggio.

Smart working 2021: quando ci si deve disconnettere?

Secondo quanto prescritto dalla nuova normativa il diritto alla disconnessione è da esercitare quando l’attività lavorativa, svolta in remoto, contrasta palesemente con gli orari e le mansioni lavorative normalmente svolte come, ad esempio, quando diventa costante anche se non necessaria la reperibilità del lavoratore.

Si tratta di un principio fondamentale considerando che la proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio confermerebbe di fatto la necessità di prorogare lo smart working per molte categorie di lavoratori anche con figli che usufruiscono della didattica a distanza e che, con questa norma, si vedrebbero riconoscere più tempo per le necessità legate alla gestione familiare.

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