Reddito di cittadinanza: ecco chi ha trovato lavoro

Dopo l’entrata in vigore del Decreto dignità si hanno dati più omogenei e inizia a essere più chiaro l’impatti che il provvedimento ha avuto nel mercato del lavoro.



FTA Online News, Milano, 18 Feb 2020 - 15:43

Dopo la diffusione dei dati Anpal si può ragionevolmente affermare che l’impatto del Decreto Dignità sulle nuove assunzioni è stato più limitato di quanto previsto anche se i dati mostrano una crescita costante di nuovi inserimenti.

 

Reddito di cittadinanza: in 40.000 hanno trovato lavoro

La fase due del reddito di cittadinanza ha avuto inizio e si possono trarre, grazie ai dati diffusi dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro.
Il primo dato che cattura subito l’attenzione è che circa 40 mila persone hanno avuto un contratto di lavoro dopo aver ottenuto il Reddito di cittadinanza anche se, i dati, aggiornati al 31 gennaio scorso, ci dicono anche che il numero è cresciuto di 11 mila unità (+38,2%) rispetto a dicembre 2019.
Come indicato dalla stessa Agenzia, sono però 908.000 le persone che potrebbero stipulare un patto per il lavoro a fronte di circa 529.290 convocati dai centri per l’impiego.
Considerando poi che alla chiamata dei centri per l’impiego hanno risposto in 396.000 e che, alcuni sono stati esonerati e rinviati ai comuni mentre altri sono stati rinviati all’Inps per mancanza dei requisiti, si evince come l’impatto del provvedimento sia in qualche modo frenato dai diversi attori coinvolti nel maccanismo burocratico previsto dalla Legge (sono stati sottoscritti 263.000 patti di servizio).

 

Reddito di cittadinanza: ecco il profilo di chi ha un contratto

Fatte le dovute premesse, andiamo ora a vedere quale è il profilo di chi ha stipulato un contratto di lavoro dopo essere stato percettore del Reddito.
Sempre secondo i dati Anpal, da fine aprile a fine gennaio 2019, il 50% dei neoassunti risiede al Sud e nelle Isole, il 33% al Nord e il 17% al Centro.
Gli uomini superano le donne con il 58,8% che che si posizionano al 41,2%.
Riguardo al tipo di contratto stipulato il 65,2% ha un contratto a tempo determinato mentre il 19,7% a tempo indeterminato. Chiudono la serie altre tipologie di contratto (9,2%), l’apprendistato (3,9%) e il contratto di collaborazione (2%).
Per quanto riguarda infine la fascia d’età la fascia più grande degli occupati ha dai 25 ai 34 anni con il 24,9%, segue il 24,3% che ha dai 35 ai 44 anni e via via tutte le altre fasce d’età: da 45 a 54 anni (21,1%), fino a 24 anni (18,2%), da 55 a 64 anni (10,5%) fino ad arrivare agli oltre 65enni con l’1,1%.

 

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