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Lavoro

Via libera per il Tfr in busta paga

FTAOnline, Milano  09 Mar 2015 - 10:03

Da marzo i lavoratori dipendenti potranno chiedere l’anticipo del Tfr in busta paga



Con l’approvazione della Legge di stabilità 2015 il lavoratori dipendenti potranno richiedere, a partire da marzo fino a settembre 2015, l’inserimento in busta paga un anticipo del proprio Trattamento di fine rapporto.

Il Tfr anticipato conviene?

Nel quadro dell’approvazione della legge di stabilità 2015, i lavoratori avranno a disposizione un’opzione in più: potranno chiedere al proprio datore di lavoro di inserire, direttamente in busta paga, un anticipo del Trattamento di fine rapporto.
Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, un operaio con uno stipendio di1.200 euro netti al mese riceverà 71 euro in più, un impiegato che guadagna 1600 euro ne prenderà 112 mentre un dirigente con una retribuzione di 3.000 euro mensili avrà a disposizione 214 euro aggiuntivi.
Bisogna tuttavia considerare diversi aspetti tra i quali la natura sperimentale del provvedimento e l’applicazione della "tassazione ordinaria" all’anticipo delle somme inserite in busta.
Il che significa che, nel primo caso, una volta fatta la scelta questa sarà irrevocabile fino al 2018 mentre, per quanto riguarda il prelievo fiscale, l’anticipazione concorrerà alla formazione del reddito complessivo e verrà pertanto tassata con l’aliquota marginale (oltre a subire le ritenute previste per le addizionali Irpef regionali e comunali).
Sembra quindi che, dal punto di vista fiscale, l’anticipo del Tfr non sia particolarmente conveniente rispetto a chi sceglie di aspettare a fine carriera per riscuotere la somma accantonata. Sempre secondo la Cgia, un operaio pagherebbe una tassazione aggiuntiva di 22 euro al mese, un quadro invece di 39 euro.
Il rilancio dei consumi, auspicato dal Governo, potrebbe essere dunque compromesso a causa, ancora una volta, di un fisco troppo opprimente.

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