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Lavoro

Laurearsi conviene ancora ma all’estero di più

FTAOnline, Milano  30 Apr 2015 - 09:45

L’investimento nella laurea ha perso appeal nel tempo



Investire nella laurea conviene ancora nonostante ci sia stata una progressiva diminuzione di iscritti agli atenei  a causa del minor tasso di disoccupazione tra i diplomati.

La laurea è una garanzia ma sul lungo periodo

I laureati italiani continuano a essere svantaggiati rispetto ai loro corrispettivi europei che trovano lavoro più facilmente.

Secondo uno studio effettuato dall’ Isfol, il tasso di occupazione dei laureati italiani è inferiore di 6 punti percentuali rispetto alla media comunitaria, di 10 punti rispetto alla Germania, di 4 punti rispetto alla Francia e di oltre 7 punti rispetto al Regno Unito.

La Laurea tuttavia si conferma un buon investimento (nel lungo periodo) nonostante la progressiva perdita di appeal degli atenei dovuta alla maggior facilità di inserimento nel mercato del lavoro da parte dei diplomati.

I diplomati, sempre secondo lo studio, hanno un tasso di occupazione più elevato fino ai 34 anni ma nella fascia d’età compresa tra i 34 e i 44 anni il tasso di occupazione dei laureati è superiore di quasi 7 punti percentuali.

Avere la laurea costituisce un vantaggio anche sotto il profilo retributivo con una differenza, riferita ai soli lavoratori dipendenti, del 16% nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni un gap destinato a aumentare nel corso della carriera lavorativa.

In particolare, con la licenza media si guadagna in media 1.098 euro, con il diploma si sale a 1.261 mentre la laurea paga 1.626 euro al mese.

Stage e esperienza all’estero aiutano a trovare lavoro

Qualche dato interessante arriva anche dall’ultimo rapporto di Almalaurea, consorzio cui aderiscono 72 università italiane, secondo il quale l’Italia si trova ancora agli ultimi posti per numero di laureati. Su 100 giovani (di età compresa tra 25- 34 anni) possiedono il titolo accademico solo il 22% contro una media europea del 37%.

Tirocini e stage, secondo gli autori del rapporto, aumentano le possibilità di trovare lavoro che lievitano, nel primo caso, del 10% e raddoppiano nel secondo caso.

Se si trova lavoro all’estero, infine, l’8% degli occupati, passati 5 anni dalla laurea, parte uno stipendio medio di 2.043 euro.

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