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Lavoro

Grandi brand a caccia di talenti

FTAOnline, Milano  16 Nov 2015 - 09:51

I profili dei neolaureati non sempre soddisfano



Le aziende sono alla ricerca di talenti tra i neolaureati ma individuarli non è semplice. Tra i fattori che contano la motivazione e la capacità relazionale oltre che la regolarità nel processo formativo.

I profili dei neolaureati non sempre soddisfano

I grandi brand sono a caccia di nuovi talenti tra i neolaureati ma non sempre riescono a fare centro.

E’ quanto emerge da un’indagine di AlmaLaurea in collaborazione con Centromarca che rappresenta le industrie "di marca" nel nostro Paese.

Nel dettaglio, il 60% delle aziende "brandizzate" prevede da 1 a 20 inserimenti di neolaureati nel biennio 2015-2016 mentre l’11% ne prevede oltre 50.

Si tratta di realtà importanti sia in termini di dimensioni che di quota di mercato dove i giovani sono considerate risorse preziose per tenere alta la competitività del prodotto di marca sui mercati italiani e internazionali.

Basti pensare che, nell’ultimo biennio, sono stati inseriti da 5 a 20 neolaureati nel 23% delle aziende con punte di oltre 50 nel 21% del campione analizzato.

Proprio per la necessità di figure che sappiano muoversi in ambito nazionale e internazionale, tra i fattori chiave per essere selezionati si trovano la conoscenza delle lingue, competenze trasversali e esperienze all’estero.

Non sempre però queste competenze sono presenti anche se la domanda è consistente: l’83% delle aziende richiede competenze linguistiche ma le trova solo nel 58,5% dei casi.

A livello di qualifica è preferita la laurea di secondo livello (magistrale o a ciclo unico) nel 72% dei casi mentre le aree di maggior rilievo per i selezionatori sono quelle economico-statistiche (77%) e ingegneria (74,5%).

I canali di recruitment più utilizzati sono i servizi di placement universitario e il sito internet aziendale con una quota che supera il 65%.

Da non sottovalutare il ricorso a social network e social media con particolare riferimento a Linkedin.

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