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Lavoro

Boom di fallimenti nel 2013

FTAOnline, Milano  12 Mar 2014 - 19:33

Il tessuto produttivo si è contratto anche in regioni tradizionalmente forti



Il 2013 ha usato la mano pesante con il tessuto produttivo italiano, lasciando dietro di sé una scia di fallimenti e liquidazioni volontarie con numeri da record, secondo quanto registrato dal Cerved. Anche in regioni tradizionalmente solide, come Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, l'anno scorso è stato particolarmente duro.

Attività chiuse per 111 mila imprese
I dati raccolti dalla ricerca del Cerved – gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito -  non lasciano spazio a dubbi, il 2013 sarà ricordato come un anno nero per il settore produttivo italiano: in 12 mesi, infatti, hanno chiuso ben 111 mila imprese, il 7,3% in più rispetto a quanto avvenuto nel 2012.
Quello che è avvenuto, stando ai numeri, è un vero e proprio boom dei fallimenti, cresciuti del 12,9% rispetto al 2012; mentre le liquidazioni volontarie hanno coinvolto 94 mila aziende (+5,6% rispetto all'anno precedente).

Crollo anche in regioni forti
Nello smottamento provocato dalla crisi sono rimaste coinvolte anche regioni che da sempre trainano l'economia italiana.
Si è verificata, infatti, una forte accelerazione dei fallimenti in Emilia-Romagna (+25%) e in Trentino Alto Adige (+21%). Complessivamente, la regione in cui tra 2012 e 2013 le aziende hanno fatto più fatica è la Sicilia: qui i fallimenti sono aumentati del 27%, ma dati da non trascurare arrivano anche dalla Toscana (+18%) e dal Lazio (+13%).

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