Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lavoro

Impresa ed economia: pessimismo per il 2013

FTAOnline, Milano  21 Mar 2013 - 16:11

Le imprese italiane prevedono un peggioramento dell’economia per il 2013.



Prevale il pessimismo tra le imprese che prevedono un sostanziale peggioramento dell’economia per il 2013.
Gli imprenditori non temono solo per il futuro della propria impresa ma anche per quello delle loro famiglie  e chiedono che il Governo affronti i nodi legati allo sviluppo economico del Paese nei primi 100 giorni.

2013 “nero”
Le imprese italiane guardano con preoccupazione al 2013 non solo per l’andamento delle loro aziende ma anche per il futuro delle loro famiglie.

Secondo un’indagine realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research, il 42% degli imprenditori ritiene che il 2013 andrà peggio del 2012, per quanto riguarda la nostra economia. Il 52%  pensa che andrà più o meno nello stesso modo, “non bene”. Un dato che evidenzia lo scarso clima di fiducia di chi fa impresa considerando che solo il 6% pensa ad un miglioramento nel corso del 2013.

Possibili soluzioni
Gli imprenditori chiedono quindi che il Governo si adoperi per affrontare, nei primi cento giorni della sua azione, il rilancio economico del Paese. In particolare, gli imprenditori indicano la riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro (90,5%), sulle famiglie (80,1%), le politiche in favore dell’occupazione (72,1%). L’emergenza si affronta secondo l’8% degli imprenditori anche facendo ripartire il credito alle imprese e tagliando i costi della Pubblica Amministrazione e della politica.

Tra le possibili soluzioni per uscire dall’emergenza sociale e sostenere le famiglie, gli imprenditori indicano tra le priorità quella di evitare l’aumento dell’IVA (circa l’84%), la riduzione della pressione fiscale per le famiglie numerose (81%), l’abolizione dell’IMU sulla prima casa (78%), l’aumento delle pensioni più basse (68%), l’aiuto alle famiglie ad ottenere il credito per acquistare la prima casa (60%), il sostegno alla natalità (55%).

Glossario finanziario

Hai dei dubbi su qualche definizione? Consulta il glossario finanziario di Borsa Italiana.

VAI


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.