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Lavoro

Giovani e lavoro, un rapporto pieno di disillusione

FTAonline, Milano  28 Gen 2015 - 11:53

L’ultima ricerca dell’Istituto Toniolo conferma la sfiducia di una generazione



Il rapporto dei giovani con il mondo del lavoro non sarà facile neanche nel 2015: peseranno sia il perdurare della crisi economica che la carenza di politiche capaci di invertire una tendenza che ha generato sfiducia. E’ questo il quadro che emerge dall’ultimo Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo, l’ente che ha fondato l’Università Cattolica.

Oltre il 70% dei giovani crede poco o niente in un rapido recupero italiano
La lunga crisi economica italiana ha colpito le nuove generazione non solo in termini di perdita di posti di lavoro e di livelli di disoccupazione, ma anche nella fiducia nel futuro. Il Rapporto, elaborato su un panel di 5000 persone tra i 19 e i 32 anni, rivela infatti che oltre il 70% dei giovani crede poco o per nulla che l’Italia possa nei prossimi anni tornare a crescere a livello degli altri Paesi sviluppati.

Più dell’85% degli intervistati è convinto inoltre di avere scarse o limitate opportunità lavorative legate alle proprie competenze personali nel Bel Paese. Il rapporto con il lavoro, come confermano d’altronde le statistiche, è insomma molto difficile per i giovani.

La disoccupazione deriva, per il 37,3% del campione, dai limiti dell’offerta del mercato del lavoro, che riguardano non solo la quantità, ma anche la qualità del lavoro. Il 20,9% dei giovani ritiene chiede che i meccanismi di reclutamento diventino più flessibili e meritocratici.
La crisi economica è l’origine di ogni male per il 19,2% dei giovani, ma c’è anche un 17,4% di loro che fa autocritica: non si trova lavoro sia per via della poca esperienza (15,3%) sia perché mancano la formazione e la disponibilità ad accettare alcuni tipi di lavori.
L’obiettivo primario rimane quello di trovare un’occupazione retribuita rinviando nel medio-lungo periodo la propria realizzazione professionale. Il 70% pensa che sarebbe più giusto arrivare a percepire, verso i 35 anni, tra i 1000 e i 2000 euro mensili; ma più della metà degli intervistati pensa che non riuscirà mai superare i 1500 euro al mese.

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