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Lavoro

La via d’uscita dalla crisi è verde


Occupazione: il campo della sostenibilità resiste alla crisi


Ftaonline News, Milano 14 Dic 2011 - 17:45

C’è o non c’è una via d’uscita dalla crisi? Dal cuore del momento di difficoltà economica, spingere lo sguardo oltre l’ostacolo pare quasi impossibile. Eppure ci sono ricerche e indicatori che forniscono suggerimenti su quale possa essere la scappatoia. Nel Rapporto GreenItaly, Unioncamere ha registrato segnali interessanti nel settore dell’eco-sostenibilità, indicandolo come quello che nel prossimo futuro offrirà maggiori possibilità di impiego.

 

Il Rapporto GreenItaly

 

Curato da Symbola e Unioncamere, il Rapporto GreenItaly stima che il 2011 si chiuderà con un totale di 600mila assunzioni da parte delle imprese, 227mila della quali riguarderanno il settore della sostenibilità (ossia il 38%).

 

Alla possibilità che il comparto del sostenibile sia una leva di rilancio per l’intera economia italiana paiono credere anche le aziende. La ricerca di Unioncamere ha infatti appurato che tra il 2008 e il 2011 una quota considerevole delle imprese italiane (il 23,9%) ha investito o investirà in prodotti e tecnologie green, alla ricerca di maggiori qualità, innovazione e sostenibilità.

 

Non tutto il verde è uguale

 

Sul complesso delle 227mila assunzioni riconducibili alla sostenibilità ambientale, quasi la metà (97.600, per la previsione) sono inerenti le “professioni verdi” in senso stretto e afferiscono dunque al settore delle energie rinnovabili, della gestione delle acque e rifiuti, della tutela dell’ambiente, e, ancora, a quelli della mobilità, dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica.

 

Guardando nel dettaglio le previsioni relative ai settori green, si scopre che la maggior domanda di lavoro arriva dal settore delle costruzioni (che interessa circa il 70% delle assunzioni programmate), seguito da quello delle industria manifatturiera. Interessante scoprire, poi, che a puntare sulla sostenibilità siano soprattutto le micro (da 1 a 9 dipendenti) e le piccole imprese (da 10 a 49), che con maggiore insistenza ricercano professionisti della sostenibilità.

 

Chi sono i più richiesti?

 

Posto che – secondo il Rapporto GreenItaly – addirittura il 15% delle domande di lavoro rischia di rimanere senza risposta per scarsa preparazione dei candidati, nello scenario globale ci sono alcuni profili professionali più richiesti di altri. In particolare, sembra esserci particolare bisogno di: auditor esperti in emissioni di gas serra in atmosfera; tecnici superiori per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile; statistici ambientali; operatori marketing delle produzioni agroalimentari biologiche; risk manager ambientali; ingegnere dell’emergenza; progettisti di architetture sostenibili ed esperti del ciclo di vita dei prodotti industriali.


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