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Lavoro

Cambiano i tirocini


Saranno solo per neo-laureati e neo-diplomati e della durata massima di 6 mesi. Alcune eccezioni


FTAOnline News 19 Set 2011 - 12:32 La manovra di Ferragosto – cui è stata affidata la missione di rinsaldare i conti pubblici e insieme consolidare la credibilità del sistema-Italia – entra nel merito anche del diritto del lavoro, disciplinando in modo maggiormente restrittivo il campo dei tirocini.
 
La norma alla lettera: tirocinanti al massimo per sei mesi
 
Secondo il teso di legge, il tirocinio potrà durare al massimo sei mesi e sarà un’opzione possibile esclusivamente per neo-diplomati e neo-laureati che abbiano conseguito il titolo di studio da non più di 12 mesi.
 
Una norma molto severa che, se applicata alla lettera, cancellerebbe con un deciso colpo di spugna dalle tipologie di rapporti di lavoro quel fitto reticolo di realtà che, per un verso, costituiscono una rete di protezione per categorie svantaggiate, ma, dall’altro, prestano il fianco al rischio di incentivare episodi di sfruttamento.
 
A fare chiarezza sulle modalità di applicazione della norma è dunque arrivata una circolare del ministero del Lavoro, che chiarisce le modalità in cui quanto previsto dalla manovra sia da applicarsi alle diverse tipologie di tirocinio esistenti.
 
Le quattro tipologie di tirocinio e l’impatto della manovra
 
I nuovi vincoli imposti dalla manovra (6 mesi di durata massima del tirocinio e validità solo per laureati e diplomati entro i 12 mesi di conseguimento del titolo), secondo i chiarimenti della circolare ministeriale, si applicano esclusivamente ai “tirocini formativi e di orientamento”. In poche parole, i vincoli più stringenti riguarderanno i tirocini finalizzati ad agevolare le scelte professionali mediante una formazione in ambiente produttivo e una conoscenza diretta del mondo del lavoro. Le nuove disposizioni valgono da subito, fatta eccezione per i tirocini approvati prima del 13 agosto, che potranno proseguire secondo la precedente normativa (mentre eventuali proroghe saranno soggette ai nuovi limiti).
 
Rimangono estranei alla normativa altri rapporti assimilabili al tirocinio, ma non sovrapponibili per via di alcune caratteristiche. Tra questi, per esempio, rientrano i “tirocini di reinserimento o inserimento al lavoro”, indirizzati a disoccupati, lavoratori in mobilità e inoccupati. A normare questo tipo di rapporti continueranno a essere le Regioni, fatto salvo il limite della durata massima di sei mesi del tirocinio.
 
Quanto stabilito dalla manovra non interviene nemmeno sui tirocini promossi a favore di categorie particolarmente disagiate, come disabili, invalidi fisici, psichici, tossicodipendenti, alcolisti, detenuti e immigrati.  Fuori dal raggio d’azione della manovra, inoltre, rimangono anche i tirocini curriculari, ossia quelli facenti parte il piano di studi di università e istituti scolastici.
 
Nulla di nuovo, infine, nemmeno per i periodi di praticantato richiesti dagli ordini professionali. In questo settore, tutto rimane invariato e disciplinato dalle normative di settore.


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