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Lavoro

Lo stress da lavoro va conosciuto


Da inizio 2011 dovrà partire la rilevazione dei livelli di stress sul posto di lavoro


FTAOnline News, Milano 22 Nov 2010 - 11:26

La vita d'ufficio non deve trasformarsi in un inferno. In ogni azienda, a partire dal prossimo anno, le fonti di rischio da stress da lavoro dovranno essere tenute sottocontrollo e adeguatamente catalogate in un Documento di Valutazione del Rischio. Con una circolare, il ministero del Lavoro ha chiarito le linee guida da seguire per adempiere alle indicazioni del Testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (D. lgs. 81/2008).

Stress da lavoro, nemico da combattere

Alla base delle indicazioni contenute nel Testo unico sulla salute nei luoghi di lavoro, lo stress lavoro-correlato è un fattore di riduzione tanto dell'efficienza quanto della sicurezza.

Pertanto, la normativa riconosce come necessaria la rilevazione del livello di stress all'interno dell'ambiente di lavoro attraverso una valutazione condotta su alcuni parametri significativi per lo scopo (orari di lavoro troppo lunghi o imprevedibili, turni particolarmente faticosi; carichi di lavoro eccessivi oppure troppo ridotti, monotonia o frammentarietà del lavoro; incertezza degli incarichi e dei compiti, mancanza di informazioni e/o di formazione; posture scomode o stancanti, posti di lavoro inadeguati, temperature elevate o basse, eccessivo rumore).

Rilevazione in due fasi

Nonostante da tempo sia stata definita la necessità di una valutazione del livello di stress lavoro-correlato, fino a pochi giorni fa ancora non era chiaro come si dovesse procedere nel dettaglio alla rilevazione.

La circolare ministeriale dei giorni scorsi, firmata dal direttore generale della Tutela delle condizioni di lavoro, Giuseppe Umberto Mastropietro, chiarisce quali dovranno essere i parametri da rispettare nella stesura del Documento di valutazione del Rischio (che dovrà avvenire entro il 31 dicembre), nonché le procedure da seguire nello svolgimento delle operazioni di indagine.

L'analisi del livello stress lavoro-correlato verrà effettuata in due fasi: una necessaria (la valutazione preliminare); l'altra eventuale, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci.

 

Indicatori oggettivi e verificabili

Con grande precisione, la circolare ministeriale pretende che la valutazione preliminare venga condotta su indicatori "oggettivi e verificabili", riconducibili a tre diversi tipi di elementi significativi:

 

·        eventi sentinella (come indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori);

·        fattori di contenuto del lavoro (come ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti);

·        fattori di contesto del lavoro (come ruolo nell'ambito organizzativo, autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro).

La fase di analisi preliminare può portare a due diversi esiti. Nel caso in cui non emergano elementi di rischio rilevanti, il datore di lavoro dovrà semplicemente dare conto dei risultati ottenuti nel Documento di valutazione del Rischio e predisporne un monitoraggio; nel caso contrario, invece, occorrerà studiare e pianificare opportuni interventi correttivi, capaci di risolvere la situazione.

 


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