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Lavoro

Il lavoro passa per lo stage


Laureandi e neo-laureati cercano opportunità di crescita, più che soldi


FTAOnline, Milano 22 Feb 2012 - 15:21

Dove non possono la padronanza delle lingue straniere e le competenze teoriche accumulate negli anni di studio, può l’esperienza diretta: secondo le impressioni raccolte all’ultima Virtual Fair – l’evento della Borsa del Placement dedicato a laureandi e neolaureati – nell’opinione dei giovani il trampolino giusto per l’accesso al mondo del lavoro è lo stage in azienda.

Dove e come cercano lavoro i giovani

La Virtual Fair si è rivelata l’occasione adatta per indagare quello che i giovani pensano del mondo del lavoro, concentrando l’attenzione sulle strategie che ritengono più efficaci per entrarne a far parte, nonché tentando di svelare quelli che sono i loro desideri e ambizioni riguardo la vita professionale.

Visto da chi deve ancora accostarlo o è alle prime esperienze, il mondo del lavoro sembra abbordabile più in virtù dell’esperienza pratica che delle capacità accumulate con lo studio. Secondo i giovani, è più facile ottenere un contratto di lavoro dopo un periodo di stage all’interno dell’azienda, mentre la conoscenza di più lingue e un ottimo voto di laurea non sono chiavi altrettanto valide per portare all’assunzione.

Non solo per soldi

Nella ricerca del lavoro, i giovani raccolgono informazioni sulle aziende soprattutto attraverso il Web e sono molto attenti nel valutare a chi inviare il proprio curriculum, pesando più fattori.

Ad attirare i neolaureati non è tanto il nome di un’azienda, quanto le possibilità di sviluppo professionale, formazione e le opportunità che l’azienda offre. Spiega Tommaso Aiello, ceo di Emblema (organizzatrice della manifestazione Virtual Fair): “I giovani non cercano la notorietà del brand, ma concrete possibilità che rendano il primo impiego un trampolino di lancio verso una carriera professionale stimolante”.

A determinare l’appeal di un posto di lavoro agli occhi dei giovani concorrono numerosi fattori, non tutti riconducibili alla dimensione puramente economica. Tra le priorità di laureati e neolaureati, infatti, figurano il worklife balance, i valori aziendali e l’ambiente informale delle aziende.


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