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Lavoro

Sanatoria badanti ai blocchi di partenza


Finestra temporale di 30 giorni per la regolarizzazione


FTAOnline, Milano 07 Ago 2009 - 12:07

Fissato al 1° settembre il “click-day” inaugurale per approfittare della sanatoria sui clandestini. DA inizio mese fino al 30 settembre dunque, badanti e colf extraeuropee potranno essere regolarizzati.

Il modulo di richiesta per la regolarizzazione sarà reso disponibile sul sito del ministero dell'Interno, e prevederà che ognuno possa fare richieste per al massimo 3 lavoratori extra Ue: una colf per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare e 2 badanti per le attività di assistenza a persone affette da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza. Nessun limite è invece previsto per gli italiani e i comunitari.

I requisti

Per poter beneficiare della sanatoria il datore di lavoro dovrà essere italiano, comunitario o extracomunitario purché in possesso della carta di soggiorno. Il lavoratore può invece essere italiano, comunitario o straniero anche se clandestino e aver svolto questo tipo di attività almeno a partire dal primo aprile scorso. Potranno essere regolarizzati anche coloro che in passato sono stati oggetto di provvedimenti di espulsione perché sprovvisti di permesso di soggiorno o perché il permesso era scaduto. Anche coloro che hanno presentato domanda secondo il decreto «flussi» 2007/2008 potranno avanzare una nuova istanza: la precedente decadrà automaticamente. Non potranno invece essere sanate le posizioni dei cittadini espulsi per motivi di sicurezza, ordine pubblico, terrorismo e di quelli condannati, anche solo in primo grado, per reati per i quali sia previsto l’arresto in flagranza.

La domanda

La dichiarazione da presentare, con modalità informatiche, allo sportello unico per l'immigrazione per i lavoratori extra Ue deve contenere i dati identificativi del datore di lavoro, compresi i dati relativi al titolo di soggiorno, se il datore di lavoro è extracomunitario. Oltre a questo si devono indicare le generalità e la nazionalità del lavoratore extracomunitario occupato al quale si riferisce la dichiarazione, gli estremi del passaporto o di un altro documento equipollente valido per l'espatrio. Per l'assunzione delle colf (ma non per le bandanti) è necessario, poi, indicare tipologia e modalità di impiego, oltre all'attestazione da parte del datore di lavoro del possesso di un reddito imponibile non inferiore a 20mila euro annui in caso di famiglia con un solo percettore di reddito o di almeno 25mila euro in caso il nucleo sia composto da più soggetti conviventi percettori di reddito. Per le badanti è stata approvata una modifica: la regolarizzazione può essere fatta anche da un componente della famiglia non convivente con la persona non autosufficiente per la quale si rende necessaria l'assistenza di questa figura. Necessario allegare l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per il periodo previsto dalla sanatoria, la dichiarazione della retribuzione convenuta (non inferiore a quella prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro) e, in caso di lavoro domestico, l'orario lavorativo a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore a 20 ore settimanali. E, ancora, la proposta di contratto di soggiorno, gli estremi della ricevuta di pagamento del contributo forfetario.

I costi della sanatoria

Al datore di lavoro la messa in regola del dipendente domestico costerà 500 euro (non deducibili dalle imposte). La «sanatoria» nel suo complesso dovrebbe interessare circa 300mila soggetti (130mila comunitari e 170mila extra-Ue) e determinare 1,3 miliardi di euro di maggiori entrate contributive per l’erario nel quadriennio 2009-2012. Il solo forfait dovrebbe generare un introito di 150 milioni. Il saldo netto dovrebbe invece attestarsi a circa 350 milioni perché vanno imputate a minore entrata sia le detrazioni per colf e badanti sia le maggiori spese del servizio sanitario nazionale. Il surplus relativo al 2009 e al 2010 sarà comunque destinato alla ricostruzione in Abruzzo fornendo margini più ampi nell’assegnazione dei fondi Fas.


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