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Lavoro

Riscatto della laurea: perché conviene?


Dilazionabile e detraibile il riscatto della laurea diventa più appetibile


FTAOnline News, Milano 11 Dic 2008 - 10:19

Piace il riscatto della laurea, secondo quanto riportato dagli ultimi dati Inps. Le rilevazioni infatti sottolineano un  aumento del 250% delle pratiche di riscatto nei primi 9 mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007.

Perché conviene?

Stando alle ultime novità introdotte dalla riforma delle pensioni il riscatto della laurea risulta decisamente più conveniente rispetto al passato.

Tra le novità introdotte anche la possibilità di riscattare senza avere un lavoro.

In questi casi per calcolare il contributo da versare per ogni anno da riscattare si applica l’aliquota del 33% al minimo contributivo dei lavoratori autonomi, pari nel 2008 a 13.819,00 euro. In pratica per ogni anno si spendono 4.560 euro.

Cosa riscattare?

Sono soggetti a riscatto, occorre ricordarlo, solo gli anni accademici effettivi del corso di laurea, mentre risultano esclusi gli anni «fuori corso». Si possono riscattare anche i periodi di studio previsti per ottenere diplomi di specializzazione, diplomi rilasciati da scuole parauniversitarie e dottorati di ricerca. I contributi vanno versati all’Inps che li accantona e, su domanda dell’interessato, li trasferirà poi all’ente di previdenza cui il lavoratore risulterà successivamente iscritto. Il termine di riferimento, il minimale degli autonomi è abbastanza vantaggioso, soprattutto se il primo impiego avverrà poi con uno stipendio migliore.

Agevolazioni fiscali

Tra le buone notizie anche un piccolo alleggerimento fiscale che consentirà ai genitori del soggetto interessato di detrarre il riscatto in dichiarazione con aliquota del 19%. In pratica lo sconto Irpef che si ottiene quest’anno è di 852 euro. Una volta poi trovata l’indipendenza economica, il contributo potrà essere dedotto direttamente dal reddito del lavoratore. Ricordiamo che i contributi per il riscatto versati direttamente dal lavoratore sono invece interamente deducibili dal reddito (il trattamento fiscale è quindi più vantaggioso).

Dilazione provvidenziale

Ultimo ma non secondario aspetto della nuova disciplina riguarda la possibilità di pagare il riscatto, per le domande presentate dal 2008, in 120 rate mensili senza interessi. Sempre grazie alla riforma anche nel regime tutto contributivo i contributi da riscatto sono utili per raggiungere i requisiti pensionistici.

Quale convenienza?

Ad ingolosire le giovani generazioni sono sicuramente la possibilità di avere una rendita più elevata e/o anticipare i tempi della pensione, unitamente al fatto di poter dilazionare il riscatto. Stando alle elaborazioni di Progetica, società indipendente di consulenza previdenziale e finanziaria calcolando quanto si incassa di maggiore pensione grazie al riscatto si nota come l’indice di efficienza (che rappresenta quanti euro di pensione genera un euro di versamento) sia sempre superiore a 1, facendo quindi risultare l’operazione conveniente.

Un vantaggio che non si esaurisce nel tempo, quello del riscatto della laurea. Se si considerano un lavoratore e una lavoratrice che abbiano cominciato a lavorare a 25 anni, l’indice di efficienza è superiore a 1 anche quando il riscatto viene effettuato tra i 40 e i 55 anni di età del beneficiario e quindi anche in questo caso conviene.


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