Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Lavoro

Anche in Italia il reddito minimo garantito?


Una proposta del ministro del lavoro lancia il dibattito


Ftaonline News, Milano 02 Dic 2011 - 17:31

Siamo ancora nel campo delle ipotesi e delle opinioni personali espresse da un ministro, ma anche in Italia si sente parlare di reddito minimo garantito. Il neo-ministro del lavoro, Elsa Fornero, parlando della strada lungo cui vuole indirizzare la sua attività, si è detta "personalmente favorevole" all'introduzione di tale ammortizzatore sociale nell'ordinamento italiano. Se gli auspici ministeriali troveranno conferma negli atti di legge dei prossimi giorni, per l'Italia sarà una piccola rivoluzione, che ovviamente non trova parti sociali e partiti tutti unanimemente d'accordo.

Cos'è il reddito minimo garantito?

L'intenzione espressa dal ministro Fornero non è ancora formulata nei dettagli e la misura del reddito minimo garantito può essere intesa e declinata in svariati modi, bene chiarire dunque che ci si trova tuttora nel campo delle ipotesi.

In linea generale, però, si può affermare che il reddito minimo garantito è una misura di sostegno economico – temporanea e fino al superamento delle necessità – rivolta a chi si trova in condizioni di difficoltà rispetto al lavoro e quindi, potenzialmente, interessa giovani in attesa di prima occupazione, ultracinquantenni disoccupati con difficoltà di reinserimento e persone in posizione di marginalità sociale.

In Europa il reddito minimo garantito è quasi ovunque

Fuori dei confini italiani, i sistemi di welfare che hanno il reddito minimo garantito tra i loro ammortizzatori sociali non sono pochi. Bisogna riscontrare, anzi, che quella italiana è quasi un'anomalia: solo Grecia e Bulgaria, oltre al Belpaese, non ha mai dato corso alle indicazioni comunitarie che negli ultimi anni hanno raccomandato più volte l'adozione di tale politica di protezione sociale.

Tra il 1992 e il 2008, il Consiglio europeo ha richiesto quattro volte ai Paesi aderenti all'Unione di pensare a misure assimilabili al reddito minimo garantito per favorire l'inclusione delle persone fuori del mercato del lavoro. Gli stimoli sono stati recepiti in maniera differente – e con varietà di risultati – dai vari paesi: Inghiltterra, Olanda, Germania e paesi scandinavi in questo campo rappresentano l'avanguardia.

Inghilterra, l’Olanda, la Germania e i paesi scandinavi sono quelli che hanno attuato politiche di inclusione sociale ed economica da più lungo tempo e con esiti più apprezzabili.

Le reazioni

Alle dichiarazioni di intenti del ministro sono seguite reazioni variegate. Se, sul fronte politico, Pd e Sel si sono dette favorevoli all'innovazione e il Pdl ha manifestato qualche perplessità sulle possibilità di trasformare le intenzioni in realtà, qualche opposizione (targata Cisl) è arrivata dal fronte sindacale, mentre gli addetti ai lavori hanno dato suggerimenti.

Come riporta Repubblia.it, Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha bocciato l'idea lanciata dal ministro Fornero, almeno nei tempi: "Mi pare un tema ripescato da pubblicazioni degli anni '70. Non so a chi serve, forse serve a mandare un messaggio a chi vuole essere suggestionato. Parliamo invece di pensioni e non lanciamo messaggi subliminali. Lasciamo il reddito minimo garantito a quando avremo più soldi".

Di tutt'altro tono il contributo al dibattito fornito da Tito Boeri – della Bocconi di Milano, che al Sole 24Ore ha espresso il suo assenso all'introduzione del reddito minimo garantito, specificando: " Bisognerà considerare sia le fonti di reddito che i patrimoni posseduti dal beneficiario per evitare un uso improprio del sussidio. Il contributo non dovrà superare una certa soglia. Fatta 100 questa soglia e possedendo già 60 il beneficiario, il contributo statale dovrebbe coprire la differenza".


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.