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Lavoro

In Italia, quote rosa nei cda dal 2012


Nei cda il 20% di donne; il 33% entro il 2018


FTAOnline News Milano 11 Mar 2011 - 11:35

Anche per l’Italia si avvicina il tempo delle quote rosa. Dall’analisi svolta nelle commissioni parlamentari è uscito un provvedimento che propone l’impiego di quote rosa per comporre i Cda delle società quotate e delle controllate pubbliche. Perché la legge venga approvata definitivamente dovrà adesso ricevere l’approvazione del Senato (15 marzo prossimo) e della Camera. In questo modo, il nostro Paese dimostra di seguire l’onda lunga avviata dal Commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, che aveva proposto alle imprese quotate di incrementare la presenza femminile nei ruoli di vertice.

 

Consigli di amministrazione più rosa

Dopo avere subito uno stop non previsto nelle consultazioni dell’8 marzo scorso sull’entrata in vigore nel 2015, il provvedimento sulle quote rosa nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo delle società quotate e delle controllate pubbliche non quotate ha ricevuto il via libera della commissione Finanze del Senato.

 

La legge che arriverà in Parlamento (il 15 marzo in Senato e poi alla Camera) per l’approvazione prevede che società quotate e controllate pubbliche non quotate inseriscano nei loro consigli di amministrazione:

 

  • un quota di donne pari al 20% tra il 2012 e il 2015
  • un quota di donne pari al 33,3% tra il 2015 e il 2018.

 

Secondo quanto previsto dal testo di legge, le quote rosa avranno una durata ben definita nel tempo, rimanendo in vigore per tre mandati dei cda e dei collegi sindacali.

 

Punizioni per gli inadempienti

Il testo di legge stabilisce anche quali saranno le sanzioni cui andrà incontro chi non rispetterà le nuove prescrizioni. Le imprese inadempienti, infatti, verranno diffidate dalla Consob e invitate a reintegrare cda o collegi entro quattro mesi. Dopo un secondo invito al reintegro del cda entro tre mesi, in caso di ulteriore inadempienza, il consiglio di amministrazione e gli organismi di controllo in carica decadranno, mentre l’azienda dovrà sostenere pesanti sanzioni pecuniarie (da 100mila a un milione di euro per i cda e da 20mila a 200mila per i collegi sindacali).

 

Inviti dall’Europa

Più radicali di quelli previsti dalla legge sulle quote rosa all’italiana erano gli auspici sul tema di Viviane Reding, Commissario europeo alla Giustizia. In riferimento all’occupazione femminile,

 

Dopo una consultazione con le aziende, il Commissario ha proposto alle imprese di raggiungere una rappresentanza femminile all’interno dei Cda del 30% entro il 2015 e del 40% entro il 2020.


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