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Lavoro

Professioni “bio”: il lavoro si tinge di verde


Come cambiano i modelli di occupazione e gli investimenti relativi alla sostenibilità ambientale.


FTAOnline News, Milano 02 Ott 2008 - 14:15

Sono attualmente più di un milione i “colletti verdi” impiegati nella filiera produttiva dei biocarburanti, ma il mercato del lavoro in versione “bio” è destinato ad espandersi a 12 milioni di lavoratori entro il 2030.

Il business delle energie verdi secondo il rapporto delle Nazioni Unite, "Green Jobs: Towards Decent Work in a Sustainable, Low-Carbon World", avrà un impatto sostanziale sull’orizzonte professionale dei vari paesi.

Quali settori?

La rivoluzione “verde” passerà attraverso diverse e numerose strade. La prima: il passaggio a fonti energetiche carbon free. Dalla fabbricazione-installazione e la manutenzione di pannelli solari saranno impiegati, entro il 2030, circa 6,3 milioni di lavoratori. Due milioni saranno coinvolti nel settore dell'eolico.

E poi c'è la strada del riciclaggio e lo sviluppo di veicoli ecologici: anche questa potenzialmente ricca di potenzialità occupazionali.

L’orizzonte italiano

Le potenzialità delle rinnovabili in fatto di occupazione sono ben presenti anche nel nostro Paese, dove il settore del fotovoltaico ha registrato quest'anno la sbalorditiva crescita del 500%. Merito degli incentivi statali - come il Conto energia - e di una sfida imprenditoriale che vede nell'energia solare uno strumento per affrancarsi dal caro bollette.

Oggi chi apre una centrale fotovoltaica e si allaccia alla rete elettrica ottiene, per vent'anni, una tariffa di oltre 30 centesimi di euro per chilowattora prodotto, più gli 8 di prezzo del mercato.

Una domanda che sta, inoltre, stimolando la crescita di aziende made in Italy. Infatti, se attualmente il boom del fotovoltaico dipende per il 75% dall'estero (soprattutto Germania e Cina), stanno prendendo forma progetti industriali tutti italiani.

Un altro settore promettente è l'eolico, soprattutto con il volto della micro generazione. Ovvero la produzione di energia fatta in casa e integrata in prossimità di scuole, ospedali, gruppi di aziende. Il potenziale di sviluppo del minieolico è enorme, seppure - oggi- si dimostra in forte svantaggio con il grande eolico, maggiormente in grado di garantire un rapido ritorno degli investimenti. Ma sta proprio qui la sfida: muoversi su terreni ancora vergini, dal punto di vista industriale e tecnologico, consente di appropriarsi di quel vantaggio competitivo di cui il paese è fortemente affamato.


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