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Lavoro

Precariato in aumento per gli under 35


Il mercato del lavoro al tempo della crisi


29 Dic 2008 - 09:53

Si allarga la porzione di posizioni flessibili nella grande torta del mondo del lavoro. Stando alle rilevazione dei sindacati la cassa integrazione sarebbe cresciuta del 25% questa estate, con un raddoppio significativo registrato in Lombardia. I posti di lavoro a rischio, nei prossimi due anni, sono 900 mila solo nell'industria. Compresi commercio e servizi, potrebbero arrivare a un milione e mezzo.

I dati hanno un peso specifico non indifferente se rapportati ai 17 milioni di lavoratori dipendenti. A soffrire maggiormente le ripercussioni della crisi economica però saranno le categorie di lavoratori a tempo determinato come apprendisti, collaboratori, somministrati, interinali. Si tratta di un vero e proprio esercito di tre milioni di precari.

Precariato in cifre

I numeri non sono facili da mettere insieme. Nel caso degli interinali (oggi si chiamano somministrati), Ebitemp, l'ente bilaterale per il lavoro temporaneo, calcola che il personale gestito dalle agenzie del lavoro in affitto, fra luglio e settembre sia calato del 7,6%. Soprattutto, sono scese di oltre il 21% le richieste di personale. Stefano Sacchi, Fabio Berton, Matteo Richiardi, in un articolo per lavoce.info stimano che solo metà degli interinali abbia qualche forma di protezione, quando resta senza lavoro.

Questa percentuale scende sotto il 40% per il milione e mezzo di lavoratori a tempo determinato: oltre 600 mila dipendenti a contratto rischia di restare in mezzo alla strada. Lo stesso vale per mezzo milione di cococò. In totale, si tratterebbe di un milione di persone, su cui l’onda d’urto della crisi rischia di schiantarsi.                                                          

La minaccia di Natale

Per molti lavoratori precari Dicembre rappresenta un vero e proprio spauracchio considerato che a fine anno, per motivi burocratici, viene a scadenza il 40% in più dei contratti, rispetto agli altri mesi. Secondo alcune stime il 31 dicembre, oltre 300 mila precari, sui 3 milioni totali, si troveranno a rinnovare i loro contratti: 193 mila tempi determinati, 10 mila apprendisti, 16 mila interinali, 64 mila cococò. In tempi normali, l'84% degli interinali e il 50% dei collaboratori coordinati ottiene automaticamente il rinnovo. In tempi non sospetti poi un interinale aspetterebbe 9 mesi per trovare un nuovo posto, mentre un cococò anche 19.

La crisi è giovane

Colpirà duramente le giovani generazioni la crisi del lavoro.  Interinali sui trent’anni o poco più con un affitto da pagare e scarse prospettive di crescita professionale potrebbero essere dunque le prime vittime di una crisi intersettoriale.

Secondo i dati Istat infatti sia nel 2006, che nel 2007 il 45% delle nuove assunzioni è stato a carattere temporaneo.

Fra il secondo trimestre del 2004 e il secondo trimestre del 2008, gli occupati sono aumentati del 5% e, fra questi, i lavoratori dipendenti dell'8%. Quanti, di questi ultimi, con un contratto a tempo indeterminato, di quelli normali, con pensione, Cig e liquidazione? Ci sono state oltre 800 mila assunzioni di questo tipo: i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di quasi il 6%.

I contratti a tempo indeterminato che riguardano i giovani under 35 però sono in diminuzione. Si tratta di mezzo milione in meno rispetto a 4 anni fa. Si calcola infatti che questo 9% mancante sia andato ad ingrossare le fila dei lavoratori precari.

I lavoratori dipendenti a carattere temporaneo sono cresciuti, negli ultimi quattro anni, da 1 milione 900 mila a quasi due milioni e mezzo. Oltre metà di questo aumento è dovuto agli under 35. Poi c'è poco meno di mezzo milione di cococò, formalmente lavoratori indipendenti, ma, lo dice anche l'Istat, in concreto dipendenti a tutti gli effetti. Tre milioni di precari. Sei su dieci hanno meno di 35 anni.


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