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Lavoro

Assunzione Full Time? Il Part Time ha la precedenza


Il lavoratore part- time ha diritto di precedenza nel caso in cui il suo datore di lavoro decida di assumere nuovo personale a tempo pieno


15 Feb 2008 - 10:44 Con il contratto part-time il lavoratore ha diritto di precedenza nel caso in cui il suo datore di lavoro decida di assumere nuovo personale a tempo pieno per lo svolgimento delle stesse mansioni svolte dal soggetto nel rapporto a tempo parziale. Lo stabilisce la riforma del Welfare che introduce un diritto di prelazione a favore dei lavoratori part-time.

Cosa si intende per lavoro part-time?

Con il termine lavoro a tempo parziale o part-time ci si riferisce a un contratto di lavoro di tipo subordinato caratterizzato da un orario di lavoro inferiore rispetto a quello cosiddetto a tempo pieno (full-time).

Tre le tipologie di part-time previste dalla legge:

  • Part-time orizzontale: che prevede la riduzione sull’orario di lavoro giornaliero (ad esempio: 6 ore invece di 8).
  • Part-time verticale: che prevede la riduzione di orario su periodi stabiliti (ad esempio: 3 giorni alla settimana).
  • Part-time misto: che unisce entrambe le tipologie.

Cosa cambia

Con le nuove norme se un lavoratore ha trasformato il suo contratto di lavoro a tempo pieno in part-time ha diritto di precedenza nel caso in cui il suo datore di lavoro decida di assumere nuovo personale a tempo pieno. Vale però anche l’esatto opposto.

Nel caso in cui il datore di lavoro decida di assumere personale part-time, in questo caso dovrà informare tempestivamente il proprio personale full-time e considerare le richieste sopraggiunte. L’informazione potrà avvenire in diversi modi, come ad esempio in bacheche o in luoghi appositi all’interno della struttura aziendale purché accessibili da parte di tutti i dipendenti.

La priorità è riconosciuta dalla legge anche ai lavoratori che intendono trasformare il lavoro da tempo pieno a part-time a causa di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli, genitori e conviventi. Lo stesso vale per i dipendenti con figlio convivente di età non superiore a 13 anni e portatore di handicap. La priorità, invece, diviene un diritto se ad essere affetto da patologia oncologica è il lavoratore stesso.

 


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