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Lavoro

Liberi professionisti per necessità


I flessibili della partita IVA


FTAOnline News, Milano 09 Nov 2009 - 12:15

Una scelta obbligata per molti quella della libera professione, soprattutto in tempo di crisi. La notizia arriva dalle rilevazioni Inps sui nuovi iscritti alla Gestione Separata. Se le "partite Iva" di professionisti non iscritti ad albi o associazioni erano circa 250 mila nel 2007, si è registrato un aumento di ben 30 mila unità in un solo anno. Il reddito medio dei lavoratori autonomi si aggira intorno ai 15 mila euro al mese, poco più di 1.000 al mese.

Le categorie maggiormente interessate dal fenomeno sono quelle legate al mondo dei servizi: dai web designer ai grafici pubblicitari; dai redattori delle grandi case editrici ai lobbysti, fino all'antica, tradizionale, segretaria, imprenditrice di se stessa però.

Le nuove forme di flessibilità

L’esercito dei liberi professionisti si caratterizza per gli incarichi di mono-committenza. L’essere fornitori di una sola azienda per qualcuno individuerebbe un fenomeno preoccupante, quello delle false partita IVA, che riguarderebbe i lavoratori a progetto, gli ex co.co.pro.

I motivi delle aziende

Se il lavoro autonomo piace agli italiani (rappresenta il 27% dell'occupazione complessiva, il triplo rispetto alla Danimarca e il Lussemburgo, il doppio rispetto alla Germania, la Gran Bretagna, la Francia e l'Olanda), ultimamente la scelta della libera professione ultimamente sembrerebbe del tutto forzata. Cosa ci guadagnerebbero le aziende? Secondo Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil: "Sono due le motivazioni principali che spingono in questa direzione: il costo per le aziende che si riduce all'osso e, poi, la totale liberà d'azione sulle partite Iva che possono essere lasciate a casa, prima, e riprese, poco dopo".

Si calcola, per esempio, che con le partite Iva le aziende risparmino circa il 25% rispetto a un contratto di collaborazione e oltre il 33% rispetto a un contratto di dipendenza.

L’identikit del nuovo libero professionista

I collaboratori con partita IVA sono in genere adulti, tra i 30 e i 40 anni ed hanno livelli alti di istruzione e di professionalità.

La stragrande maggioranza di loro svolge professioni tecniche o intellettuali di medio-alto profilo, coerenti con il proprio titolo di studio, sebbene la retribuzione sia di poco superiore ai 1.000 euro al mese.

Il profilo dei lavoratori autonomi combacia spesso con soggetti poco più che trentenni ancora residenti con i propri genitori e senza figli.


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