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Lavoro

Cresce il lavoro straniero in Italia


Tra gli stranieri, crescono i lavoratori, ma anche la percentuale di disoccupazione


FTAOnline News Milano 25 Feb 2011 - 16:27

Le tensioni che si stanno vivendo nei Paesi del Nord Africa agitano il sonno di molti anche da questa parte del Mediterraneo. La prospettiva che – causata dai rivolgimenti socio-politici in corso nel Maghreb – un’ondata di profughi raggiunga le coste italiane è vista con timore da alcuni e con spirito d’accoglienza da altri. “Non possiamo ospitare nessuno, se non c’è lavoro nemmeno per noi” sostengono gli uni, “L’accoglienza è un nostro dovere” ribattono gli altri. Nel mezzo di questo dibattito, al ministero del Lavoro è stato presentato l’ultimo rapporto “L’immigrazione per lavoro in Italia: evoluzione e prospettive”.

 

Demografia straniera in Europa e in Italia

Il rapporto fotografa – al di là di ogni possibile lettura ideologica – la realtà dell’occupazione straniera nel nostro Paese (e all’interno dell’Unione europea), mettendo a confronto i dati riguardanti gli stranieri con quelli relativi alla popolazione italiana.

 

La prima tendenza che vale la pena registrare è il poderoso aumento demografico che ha avuto in Italia la popolazione straniera nel corso degli anni 2000, passando da 2 milioni di soggetti a 4,3 milioni. Il dato italiano non contrasta con quella che è stata la realtà europea nello stesso intervallo di tempo: nel complesso dell’Unione europea, la popolazione straniera ammonta a poco più di 32 milioni di individui (il 6,4% del totale) e – tra il 2000 e il 2008 – ha trainato la crescita demografica del Vecchio continente (3,7% il tasso di crescita demografico degli stranieri, a fronte di una crescita globale dello 0,6%). Una crescita, tra l’altro, non arrestata dalla recessione economica degli anni più recenti: nel 2009, la popolazione straniera è aumentata al ritmo del 4,3% contro lo 0,4%.

 

I numeri del lavoro straniero in Italia

Le differenze tra italiani (europei) e stranieri si riscontrano anche nelle statistiche prettamente riguardanti l’occupazione. In Europa, tra il 2008 e il 2010, la flessione complessiva del tasso di occupazione è stata pari al 2,4%, contro lo 0,8% registrato tra i soli stranieri.

 

Ancora una volta, la realtà italiana rispecchia l’andamento dei numeri registrati su scala continentale. Per la precisione, i dati Istat relativi agli ultimi due anni di crisi economica (2009 e 2010) attestano che nell’economia italiana sono scomparsi 554mila posti di lavoro (per la maggior parte nel primo dei due anni presi in considerazioni). La contrazione del numero degli occupati, però, è l’effetto combinato di una diminuzione dell’occupazione italiana pari a circa 863 mila unità (-4,0%) e di una crescita dell’occupazione immigrata di 309 mila unità (+17,6%).

 

Sono dunque gli stranieri a sottrarre il lavoro agli italiani? I numeri riguardanti il tasso di disoccupazione sembra dire il contrario. In Italia, il numero assoluto di disoccupati è cresciuto da 1,7 milioni nel 2008 a oltre 2 milioni nel 2010 (281mila nuovi disoccupati italiani, 104mila stranieri). Sono i dati percentuali, però, a essere maggiormente significativi: complessivamente la disoccupazione è cresciuta del 64,2%, suddivisa tra un incremento del 18,4% per quanto riguarda la componente italiana e una crescita del 101,5%  tra gli stranieri.

 

 


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