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Lavoro

Lavoro: immigrati sempre più disoccupati


Aumentano gli immigrati in cerca di lavoro del 19,2% per quanto riguarda la componente Ue e del 25,4% per quella extra Ue.


FTAOnline, Milano 15 Lug 2013 - 16:39

Aumenta il numero degli stranieri in Italia ma anche il  numero di coloro che rimangono senza lavoro: se nel 2003 gli stranieri in Italia erano 1,5 milioni, nel 2010 il numero aveva superato la quota dei 4 milioni  così da rappresentare il 7,9% nel 2012.

Secondo il Terzo rapporto annuale “Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia”, i cittadini stranieri in cerca di un lavoro sono pari a 385mila (circa 120mila comunitari e 265mila extracomunitari). Rispetto al 2011 il numero è aumentato del 19,2% tra coloro che provengono da Paesi dell’Ue e del 25,4% per quelli extra-Ue.

Stranieri e lavoro
Il Rapporto dichiara che la situazione lavorativa degli stranieri in Italia è certamente più svantaggiata di quella degli italiani: i cittadini extracomunitari impiegati svolgono mansioni meno qualificate e guadagnano meno degli italiani: la retribuzione netta mensile per gli stranieri è, in media, più bassa e si attesta a 968 euro contro i 1.304 euro dei lavoratori italiani (-336 euro).

Per quanto riguarda le mansioni svolte dagli stranieri, nel 2008, il 29% dei lavoratori era impegnato in mansioni “non qualificate”, percentuale che nel 2012 raggiunge il 34%, mentre si riducono nettamente le posizioni “qualificate” che passano dall’8,2% del 2008 al 5,9% del 2012. Una situazione che pare confermare il trend di una crescita della domanda per mansioni sempre più povere e non qualificate: assistenti domiciliari e le collaboratrici domestiche rappresentano più della metà delle occupate straniere e risultano sovra istruiti il 41% dei lavoratori stranieri.

Intanto il ministro del lavoro Enrico Giovannini, intervenuto alla presentazione del Terzo rapporto annuale, fa sapere che si sta lavorando per aumentare i posti di lavoro, e secondo le stime, per il 2013 si parla di 10 mln di contratti. Di questi 10 milioni, 3 milioni dovrebbero essere relativi ai lavoratori stranieri, di cui 800mila dovrebbero riferirsi a lavoratori di nazionalità Ue.

Il profilo
Si può anche tracciare un profilo delle comunità rimaste senza lavoro: ad esempio sono soprattutto le comunità albanesi e marocchine ad aver perso il maggior numero di posti di lavoro nel settore manifatturiero, mentre sono cresciuti gli stranieri occupati in agricoltura (9mila unità), ma sono calati  di 17mila unità nell’industria e nelle costruzioni. Risultano invece meno colpite le comunità tradizionalmente impegnate nei servizi di assistenza (filippina, romena, polacca), soprattutto per la componente femminile.

In futuro
Secondo il rapporto curato dalla direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero, dopo il calo del 2013 la domanda di lavoro dovrebbe crescere, con un aumento del 4,7% tra il 2013 e il 2023, producendo così circa 1 milione e 65 mila nuovi posti di lavoro potenziali.


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