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Lavoro

Al lavoro anche dopo la pensione


I manager si vedono al lavoro pure dopo il pensionamento


FTAOnline News, Milano 16 Mag 2011 - 17:24

I manager e il lavoro: la società di recruitment Robert Half ha interrogato alcuni manager riguardo le loro aspettative e prospettive professionali. I dati più sorprendenti raccolti dalla ricerca sono quelli concernenti i progetti di vita dei manager una volta raggiunta la pensione: su un campione di 180 persone, la maggioranza dei manager ha affermato di non avere intenzione di smettere di lavorare dopo il pensionamento e per motivazioni spesso non attinenti l’economia.

Darsi da fare anche se si è in pensione

Incapacità di abbandonare il lavoro, nonostante l'età. È forse questo che spinge molti manager a cercare di reinventarsi una vita e una professione anche dopo avere raggiunto l'età pensionabile.
Secondo i dati pubblicati da Robert Half, dopo una ricerca condotta su un campione di 180 soggetti, il 65% dei manager italiani ritiene di avere il bisogno di continuare a lavorare anche una volta che sia giunto il momento di andare in pensione.
Tra questi, un terzo pensa di continuare a lavorare a tempo pieno, mentre i restanti due terzi si accontentano di un’occupazione flessibile o saltuaria.

Continuare a lavorare non è una scelta solo economica
Perché tanto desiderio di darsi da fare? Solo motivazioni economiche o altro alla base della scelta?

Stando all'indagine targata Robert Half, il 54% dei manager è intenzionata a continuare a lavorare  nello stesso settore facendo il consulente (9%), il formatore (11%), o il temporary manager (34%).

Ma ad attirare i manager per il post-pensione non sono solo attività manageriali. Per esempio,  il 23% del campione intervistato pensa di dedicarsi ad attività di volontariato, il 15% pensa di dedicarsi ai propri hobby, mentre il 7% pensa di ricominciare da zero rimettendosi in proprio.

Guardando alle motivazioni che guidano la scelta dei manager, si scopre che le intenzioni dei manager non sono dettate da motivazioni prettamente economiche. Per molti, infatti, si tratta di trasferire competenze maturate in 30 o 40 anni di lavoro, mentre per altri l'importante sarebbe sfruttare la possibilità di dedicarsi completamente a interessi extra lavorativi e sociali. Comunque sia, il comun denominatore  resta quello di continuare a voler essere protagonisti della vita economica.



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