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Lavoro

Lavoro intermittente: consigli per l’uso


Requisiti e caratteristiche dei contratti a chiamata


FTAOnline News, Milano 10 Lug 2009 - 08:56

Fa parte del folto bouquet di contratti atipici, il così detto lavoro a chiamata. Si tratta di un escamotage molto utile per gestire improvvise assenze o picchi di lavoro.

Si tratta in pratica di una particolare tipologia di rapporto di lavoro subordinato che consente prestazioni lavorative discontinue o intermittenti, peraltro limitate ai casi ammessi in via legislativa o dalla contrattazione collettiva.

Come funziona?

Il contratto può essere instaurato a tempo indeterminato o determinato e deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova. In particolare, dovranno essere indicati:

a) durata ed ipotesi, oggettive o soggettive, che consentono la stipulazione del contratto;

b) luogo e la modalità della disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso non può essere inferiore a un giorno lavorativo;

c) il trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e, se prevista, la relativa indennità di disponibilità;

d) indicazione delle forme e modalità, con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione;

e) i tempi e le modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità;

f) le eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto.

Quando si può stipulare?

Il contratto a chiamata è ammesso:

  • per prestazioni di carattere discontinuo o intermittente individuate dai contratti collettivi ovvero, in assenza, dal Ministero del lavoro mediante apposito provvedimento;
  • In via sperimentale con lavoratori disoccupati con meno di 25 anni, ovvero con lavoratori con più di 45 anni “espulsi” dal ciclo produttivo cioè licenziati, o iscritti nelle liste di mobilità e presso i centri provinciali dell’impiego come disoccupati;

Esiste peraltro una particolare tipologia di lavoro a chiamata relativamente ai rapporti con prestazioni da rendersi il fine settimana, nonché nei periodi delle ferie estive o delle vacanze natalizie e pasquale.

Divieti:

E’ vietato il ricorso al lavoro intermittente:

  • per la sostituzione di lavoratori assenti per sciopero;
  • in aziende non hanno effettuato la valutazione dei rischi in materia di sicurezza del lavoro;
  • salvo diverso accordo sindacale, in aziende che hanno effettuato licenziamenti collettivi lavoratori con le stesse mansioni nei sei mesi precedenti, ovvero presso unità produttive nelle quali siano in corso sospensioni dei rapporti o riduzione d’orario con diritto al trattamento di integrazione salariale che interessino sempre lavorati con le stesse mansioni

Fonte: Ministero del Lavoro


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