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Lavoro

Lavoro domestico: prima iscrizione Inps


Pubblicate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale le indicazioni circa il comportamento del datore di lavoro domestico in caso di prima iscrizione del lavoratore


FTAOnline News, Milano 11 Set 2008 - 10:47

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha pubblicato le indicazioni  circa il comportamento del datore di lavoro domestico in caso di prima iscrizione del lavoratore.  Dall'11 gennaio 2008, infatti, i datori di lavoro domestico devono comunicare l'assunzione dellavoratore esclusivamente ai centri per l'Impiego del loro comune di appartenenza, utilizzando laprocedura telematica o inviando il modulo scaricabile dal sito internet del Ministero delLavoro. La nuova procedura riguarda ogni comunicazione concernente la proroga, la trasformazione o la cessazione del rapporto lavorativo.

 

Casi di ritardo
Tuttavia come riporta una nota dell’Inps potrebbero verificarsi dei ritardi dovuti al

Fatto che il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale sta trasferendo all'Inps le informazioni relative ai rapporti di lavoro pervenute ai Centri per l'Impiego da gennaio ad oggi. L'Inps precisa infatti di stare “procedendo sollecitamente ad acquisire le iscrizioni dei nuovi rapporti di lavoro comunicate dal Ministero del Lavoro e ad inviare i bollettini di conto corrente postale per il pagamento dei contributi”. Niente paura allora per quei datori di lavoro che hanno effettuato le loro denunce nei primi mesi del 2008.

 

Pagamento bollettini
L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ricorda inoltre che, in caso di prima iscrizione, il datore di lavoro è tenuto al pagamento dei trimestri già scaduti entro 30 giorni dalla data di invio dei bollettini e che, entro tale termine, non verrà applicata alcuna sanzione per ritardato versamento. Per il pagamento è necessario utilizzare uno dei bollettini di conto corrente postale inviati dall'Inps direttamente a casa degli interessati.

 

Importi da pagare nel 2008
“Il contributo per i lavoratori domestici - precisa l’Inps - è determinato in base alla retribuzione e all’orario di lavoro: se quest’ultimo non supera le 24 ore settimanali, il contributo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzione oraria; se invece l’orario di lavoro settimanale supera le 24 ore (è cioè di almeno 25 ore settimanali), il contributo dovuto è fisso, qualunque sia l’importo della retribuzione oraria. In quest’ultimo caso l’importo del contributo è sensibilmente più basso, a patto che le ore siano effettuate tutte presso lo stesso datore di lavoro”.

Gli importi da pagare per ogni ora di lavoro, per rapporti di lavoro fino a 24 ore settimanali sono:

  • per retribuzioni orarie fino a 6,95 euro: 1,29 euro (di cui 0,31 euro a carico del lavoratore);
  • per retribuzioni orarie oltre 6,95 euro e fino a 8,48 euro: 1,46 euro (0,35 euro a carico del lavoratore);
  • per retribuzioni orarie oltre 8,48 euro: 1,78 euro (0,43 euro a carico del lavoratore).

In caso di rapporti di lavoro di almeno 25 ore settimanali (tutte effettuate presso lo stesso datore di lavoro) l’importo orario del contributo dovuto è di 0,94 euro (di cui 0,22 euro a carico del lavoratore).


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