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Lavoro

Le italiane tornano ai lavori domestici


La crisi cambia le carte in tavola


FTAOnline News 02 Ott 2009 - 11:37

La crisi cambia le carte in tavola e vecchi lavori, come quelli della colf e della badante, che ormai sembravano appannaggio del gentil sesso e degli stranieri, tornano a far gola agli italiani sempre più costretti a confrontarsi con la dura realtà. Le ultime news infatti vedono le donne italiane tornare di nuovo a questa categoria di lavori da tempo passati al dimenticatoio con il rischio di trovarsi davanti alla spiacevole situazione di una volta, quella dello stereotipo dell'immigrato che ruba il lavoro all’italiano. A parlare però sono questa volta i dati della Caritas Ambrosiana che nel suo rapporto sulla povertà in Italia segnala che sempre più donne per tornare a far quadrare i conti tornano a fare le domestiche o le badanti. Particolare allarmante è il dato sui "poveri per la prima volta". Si tratta, dunque, per la maggior parte di famiglie del ceto medio-basso, che prima dell’ottobre 2008, erano già particolarmente vulnerabili e che la crisi ha fatto precipitare in condizioni di forte disagio. Operai generici in cassa integrazione. Donne straniere che non riescono più a trovare un posto come badanti e colf nelle famiglie italiane. Piccoli artigiani e lavoratori dipendenti strozzati dai debiti. Sono queste le vittime della crisi economica secondo la Caritas.

Intanto si sono chiusi i termini per la regolarizzazione delle badanti. Le domande per la emersione di colf e badanti arrivate al Viminale saranno approssimativamente 290 mila come, secondo quanto dichiarato dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, preventivato dal Governo (300 mila). Tuttavia la guerra tra poveri come viene già ribattezzata da alcuni, è già iniziata, sarà pure colpa della crisi, ma certi mestieri non sono più appannaggio esclusivo degli immigrati. Uno studio delle Acli rileva infatti già alcuni cambiamenti "Dopo l’arrivo di tante donne straniere - dichiara Pina Brustolin, responsabile nazionale della Acli Colf - torniamo ad occuparci anche delle italiane che chiedono di fare servizi ad ore per arrotondare il reddito familiare magari messo in crisi da un licenziamento o dalla cassa integrazione. Le cifre ufficiali dell'Inps, sulla base dei rapporti di lavoro domestico regolari, parlano di un rapporto di 1 a 10 tra colf italiane e straniere. Ma è un settore in cui il lavoro nero è diffusissimo e, se si considerano anche gli impieghi irregolari, la percentuale di connazionali sale al 23%. Un'inversione di tendenza iniziata da meno di un anno. Ed era dagli anni '90 che la quota di lavoratrici domestiche italiane andava progressivamente calando".

Qual è l'identikit delle nuove colf?

Sposate, separate o vedove, di età superiore ai 40 anni che svolgono lavori domestici a ore, alcune si dedicano agli anziani ma non in forma di co-residenza. “La cura degli anziani infatti resta in realtà prerogativa quasi esclusiva degli stranieri. Le italiane rimangono legate alla figura tradizionale della "domestica": pulizia di casa, stiro, cucina. Magari sono studentesse che si vogliono pagare gli studi o donne che hanno perso il posto che avevano in fabbrica o dal parrucchiere e così preferiscono farsi pagare in nero perché considerano questo lavoro una tappa, un impegno temporaneo che finirà presto". Una vera guerra tra poveri che vede da un lato l'immigrazione, colpita dal pacchetto sicurezza e dalla crisi per non parlare delle recenti politiche di Governo e dall'altro la povertà crescente delle famiglie italiane - anche dei ceti medi - che colpiti dalla crisi non riescono più ad arrivare a fine mese.


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