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Lavoro

Il Lavoro Atipico


Tutte le forme di Lavoro a Termine consentite dalla Legge


07 Lug 2008 - 09:52

Il lavoro atipico e i suoi derivati

Nonostante il limite temporale di 36 mesi recentemente imposto ai contratti a termine, si aprono ulteriori prospettive di cambiamento per i contratti così detti “atipici”. La vasta platea dei precari italiani conta oltre ai liberi professionisti  numerosi dipendenti a termine - occupati e non più occupati - e collaboratori, per un bacino complessivo di circa quattro milioni di individui (fonte Istat).

Dal “Pacchetto Treu” del 1997 (che ha introdotto il lavoro interinale) alla “legge Biagi” del 2003 (che ha istituito vari contratti fra cui quelli a progetto, a chiamata e di inserimento) fino alla legge 247 del 24 dicembre 2007 (che ha abolito la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato e il lavoro a chiamata) numerose leggi hanno modificato l’assetto del mercato del lavoro, rendendolo “confuso” ai più. Queste in sintesi le modalità contrattuali “a termine” principali:

Contratto a progetto

Introdotto nel 2003 dalla Legge Biagi questo schema contrattuale intendeva limitare il ricorso da parte di alcuni datori di lavoro a collaborazioni coordinate e continuative (i famosi co.co.co.) che nella pratica mascheravano rapporti di lavoro dipendente. Il collaboratore a progetto è considerato dalla legge alla stregua di un lavoratore autonomo, non vincolato da orari ma dalla semplice gestione e conclusione di un progetto.

Contratti a termine

Ammesso fino al 2001 solo in situazioni straordinarie, il contratto a termine è stato esteso ai rapporti di lavoro dipendente non superiori ai 36 mesi. Con il consenso del lavoratore è possibile prorogare il contratto se la durata iniziale è inferiore a tre anni. La proroga è consentita una sola volta a condizione che sia giustificata da ragioni oggettive e riguardi la medesima attività.

Contratto di somministrazione

A differenza degli altri schemi contrattuali il rapporto di somministrazione coinvolge tre soggetti: il somministratore, l’utilizzatore e il lavoratore. Ufficialmente assunto dal somministratore, il lavoratore viene inviato a svolgere la propria attività (cosiddetta missione) presso l’utilizzatore. Il legame contrattuale esistente tra somministratore e utilizzatore è l’accordo di fornitura di manodopera, che è un normale contratto commerciale. Lo scorso dicembre (legge 247) è stata abrogata la possibilità di stipulare rapporti di somministrazione a tempo indeterminato.

Contratto a intermittenza o chiamata

Sono stati abrogati sempre nel 2007 anche i contratti a intermittenza, introdotti dalla “legge Biagi”, mediante i quali un lavoratore si pone a disposizione di un datore per lo svolgimento di una prestazione di lavoro “su chiamata”.

Contratto di inserimento

Non abrogato invece il contratto di inserimento, con cui si formalizza un contratto a tempo determinato «diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo».

Contratto ripartito (job sharing)

Poco conosciuto questo contratto atipico è stato introdotto in Italia nel 2003 proponendosi come una forma di part-time. La particolarità degli accordi di questo tipo riguarda il fatto che due persone si suddividono un lavoro a tempo pieno ripartendosi le fasce lavorative.

 


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