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Lavoro

Lavoro, Italia a due velocità


Mercato del lavoro stabile al Centro-Nord, in crisi al Sud


FTAOnline News 26 Lug 2010 - 10:53

Italia, due paesi in uno, almeno dal punto di vista economico. La certificazione di questo assunto, una volta in più, arriva dal Rapporto sul mercato del lavoro 2009 firmato dal Cnel, sotto il coordinamento di Carlo Dell’Aringa, economista dell’Università Cattolica di Milano e presidente del Ref (Ricerche per l’economia e la finanza). In base a quanto scritto nell’indagine, di fronte a un Centro-Nord dove l’offerta di lavoro si rivela stabile o crescente, le regioni meridionali non riescono a uscire dalla crisi che vede ridursi le opportunità di lavoro.

 

Una nazione, due velocità

Secondo il Cnel, in Italia si è registrato un aumento complessivo dell’offerta del lavoro (almeno fino all’anno 2008) pari allo 0,3%, frutto della crescita rilevata al Centro (+0,7%) e della sostanziale stabilità evidenziata al Nord (+0,2%) rispetto all’anno passato. La buona tenuta dell’economia settentrionale e centrale non contagia – evidentemente – il Meridione. Nel Sud del Paese, infatti, il Cnel ha registrato una riduzione dell’offerta sul mercato del lavoro.

 

Le ragioni dei passi diversi

Secondo i ricercatori, i dati divergenti tra le varie zone del Paese hanno più di una spiegazione. La tenuta del mercato del lavoro settentrionale e centrale, infatti, è stata influenzata anche dal forte incremento demografico dato dalle ondate di regolarizzazioni degli stranieri. Il calo dell’offerta del lavoro evidenziato al Sud, invece, a incidere sulle cattive prestazioni del mercato del lavoro sarebbero stati invece il calo della partecipazione e il minore peso dell’emigrazione.

 

Al Sud: scoraggiamento ed emigrazione

La ricerca del Cnel evidenzia come nell’ultimo quinquennio il tasso di attività (calcolato sulle persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni) al Sud si sia ridotto di oltre tre punti percentuali, scendendo al 54,3% a poco più del 51%. Il calo della partecipazione al lavoro ha riguardato sia le donne, sia gli uomini. Per le prime, il tasso di attività è sceso al 36,1% (nel 2004 era pari al 38,7%), mentre per i secondi, nello stesso periodo, è sceso dal 70,3% al 66,3%. Sui dati negativi del Meridione, inoltre, pesa la minore appetibilità del lavoro nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-Nord: sono molti i lavoratori meridionali che lasciano la propria città per cercare fortuna nel Nord-Italia o all’estero. Secondo i calcoli del Cnel, tra il 1997 e il 2008, la strada dell’emigrazione sarebbe stata percorsa da oltre 700mila persone.


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