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Lavoro

Avvio 2012 da paura: 150mila imprese in meno


Si allarga la forbice tra chi entra nel mercato e chi cessa l’attività


FTAOnline, Milano 20 Apr 2012 - 16:41

Il 2012 delle imprese è partito male, i registri delle Camere di Commercio, infatti, rilevano per i primi tre mesi del nuovo anno l'ampliarsi della forbice tra il numero di imprese che nascono e quelle che cessano la propria attività. L’analisi impietosa di Movimprese, resa nota da Unioncamere, segnala che la differenza tra le imprese nate e quelle chiuse anzitempo si è addirittura triplicato.

Meno iscrizioni più cessazioni

Il tessuto economico italiano è in forte sofferenza. Nei primi tre mesi dell'anno, nel nostro Paese si è acuito il divario tra il numero di imprese appena nate e quelle che, invece, hanno cessato l'attività. Nel dettaglio, tra gennaio e marzo 2010, sono state avviate 120.278 nuove imprese, mentre sono uscite dal mercato 146.368.

Severo il raffronto con lo stesso periodo dell'anno precedente. Rispetto al 2011, le iscrizioni sono diminuite di 5mila unità, mentre le cessazioni sono aumentate di ben 12mila unità, con il risultato di un saldo del periodo pari a -26.090 imprese. In sostanza, le aziende che hanno chiuso i battenti sono triplicate rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, quando erano state 9.638 a cessare l'attività.

Secondo l’analisi condotta per Unioncamere da Movimprese, a risentire maggiormente del cattivo inizio d’anno sono state soprattutto le imprese più piccole, in particolare quelle artigiane (che al 31 marzo erano 15.226 in meno rispetto alla fine di dicembre) e quelle situate nel Mezzogiorno (ridotte di 10.491 unità nei primi tre mesi dell'anno).

Scomponendo i dati settorialmente, si nota che il comparto maggiormente colpito dai venti di crisi è quello agricolo, dove si registra un calo di oltre 13mila aziende. In affanno anche il commercio (-8.671), l’edilizia (-8.328) e il manifatturiero (- 4.929). Trend positivo invece per le attività immobiliari, professionali e quelle legate ai servizi alle imprese che crescono, tutte assieme, di 1.655 unità.

In questo contesto, può essere considerato quasi un boom quanto accaduto nel settore dell'energia, con un trimestre a saldo positivo di 511 unità (+7,6%).


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