Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Lavoro

Crisi: fallite 3.000 imprese in tre mesi


Alle difficoltà economiche, si aggiungono i tempi lenti della giustizia


FTAOnline, Milano 18 Mag 2012 - 18:30

La crisi non molla la presa, lo dimostrano i numeri sui fallimenti, che nel primo trimestre dell'anno continuano a cresce. Secondo i dati raccolti da Cerved – business unit di Cerved Group dedicata ai servizi per le banche e le finanziarie – nei primi tre mesi del nuovo anno sono state aperte dalle imprese italiane oltre 3.000 procedure di fallimento, il 4,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. L'analisi territoriale dei dati rivela che a rendere ancor più faticosa la sopravvivenza delle imprese contribuiscono i tempi lunghi della giustizia.

Sul destino delle imprese influiscono i tempi della giustizia

Le aziende italiane continuano a fallire. Nel primo trimestre 2012 sono state  più di 3.000 le aziende che hanno aperto la procedura fallimentar, facendo registrare un incremento del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2011. In pratica, hanno chiuso i battenti più di 30 imprese al giorno, una ogni 45 minuti.

I dati diffusi dal gruppo Cerved mettono in luce come la contingenza sia particolarmente difficoltosa per il settore dell'edilizia, che ha registrato un incremento dei fallimenti rispetto ai primi tre mesi del 2011 pari a +8,4%, e per il terziaro, in cui i fallimenti sono stati il 4,1% in più confronto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Se l'economia non aiuta chi fa impresa in Italia, le difficoltà per gli imprenditori sono aumentate da alcune storture del sistema Paese, come – per esempio – la lentezza della giustizia. Guardando ai dati, infatti, si nota come il 17,3% dei fallimenti chiusi nel 2011 si riferisca ad azienda che hanno portato i libri contabili in tribunale prima del 1996 e, per il 36,4%, a imprese che lo avevano fatto precedentemente al 2001.

Come tipico della realtà italiana, i tempi della giustizia si rivelano differenti a seconda della zona del Paese prese in considerazione. Mentre, nel Nordest, i creditori delle imprese in fallimenti devono attendere la giustizia, in media, per 5,7 anni, nel Sud la situazione è ben diversa: in Sicilia le procedure di fallimento si protraggono, in media, per dodici anni, in Puglia per quasi unidici.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.