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Lavoro

Cambia il lavoro in Italia


Tecnologia e globalizzazione trasformano l'occupazione italiana


FTAOnline, Milano 14 Mar 2012 - 15:05

L'economia italiana sta cambiando. Uno studio della Banca d'Italia – condotto da Elisabetta Olivieri e incentrato sugli ultimi 15 anni– ha registrato una considerevole diminuzione del peso occupazione di impiegati e insegnanti. Mentre si riducono le schiere di commercianti e artigiani, crescono i lavoratori impegnati in professioni caratterizzate da alti livelli di responsabilità e alta retribuzione.

Più manager, meno operai e impiegati

Qual è la direzione imboccata dal mondo del lavoro in Italia? Se l'è chiesto la Banca d'Italia, trovando risposta nella ricerca firmata da Elisabetta Olivieri in cui sono state esaminate le quote di ore lavorate per le diverse professioni nel corso del 2009 rispetto agli anni precedenti.

Stando ai numeri raccolti, negli ultimi anni si è ridotta l'importanza delle attività lavorative che richiedono una qualifica media. Nel commento dei risultati, lo studio infatti sottolinea: “ si osserva un netto calo di input lavoro impegnato in mansioni a media e a bassa qualifica”. Sul fronte opposto, però, è possibile registrare un incremento delle ore lavorate in professioni maggiormente qualificate, una dinamica che rende chiaro come negli ultimi 15 anni si sia verificato nel nostro Paese un'evoluzione delle opportunità lavorative che premia la fasca medio alta delle qualifiche professionali.

Nel dettaglio, sul totale di ore lavorate, in 15 anni: si è ridotta del 2% (toccando il 9,8%) la quota ore degli impiegati di ufficio; si è abbassata al 6,5% (-2,4%) la quota ore di artigiani e operai metalmeccanici specializzati; è scesa al 3,9% (-6,2%) la quota relativa ai commercianti; è calata al 2% (-1,5%) la quota ore degli insegnanti.

A fronte di questi cali, è possibile individuare anche professioni per cui il lavoro è aumentato. Uno scatto in avanti deciso, in particolare, è quello rilevato per quanto riguarda le ore di lavoro di imprenditori, manager, responsabili di piccole imprese (+ 6,2 punti al 7,6%) e dei professionisti nel settore tecnico (+2,3 punti percentuali, che li porta al 10,1%). Lo studio, inoltre, evidenzia come siano cresciute le ore di lavoro spese nelle professioni che richiedono titoli di studio di più alto livello. Nel complesso delle ore di lavoro svolte nel nostro Paese, sono cresciute del 2,1 punti% (arrivando al 3,9% del totale) quelle relative ai professionisti del settore intellettuale; dell'1,5% (fino al 2,3% del totale) quelle di ingegneri, architetti e professionisti del settore tecnico e matematico; dello 0,3% (fino all'1,9%) quelle di competenza di medici e professionisti del settore della salute.

Le ragioni della trasformazione

Interessante analizzare lungo quali vie si stia realizzando il nuovo scenario occupazionale italiano. Il primo e  principale motore di trasformazione che ha operato in questi quindici anni è sicuramente il progresso tecnico, che ha reso necessarie figure professionali maggiormente qualificate per occupare mansioni che sempre più spesso si svolgono a stretto contatto con il computer.

In secondo luogo, il panorama occupazionale italiano si è adattato alla nuova economia globale, che ha spinto le imprese a delocalizzare all'estero – in sedi separate da quelle già attive – le attività routinarie.


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