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Lavoro

Fuga di cervelli : il “sapere” emigra


I flussi migratori verso Asia, Africa e America Latina.


FTAOnline, Milano 12 Ago 2013 - 10:31

Secondo uno studio condotto dalla Banca Mondiale, sono migliaia i giovani Europei che emigrano all’estero in cerca di lavoro o per perfezionare gli studi. Si tratta di una vera e propria “Fuga di cervelli”, un fenomeno conosciuto come “criss-crossing migration” l’incrocio di talenti sulle strade di Asia, Africa e America Latina.

Profilo
A spostarsi verso le nuove frontiere dell’economia mondiale sono soprattutto gli under 30. In Italia quasi la metà dei 79mila emigranti registrati nel 2012 oscillava tra un minimo di 20 e un massimo di 40 anni. Navigando oltre la Manica, tra Irlanda e Gran Bretagna, l’età media scende ancora. Il 40% dei 300mila irlandesi decollati tra il 2009 ed oggi non ha ancora compiuto i 24 anni. E la spinta all’estero sta assorbendo anche i giovanissimi inglesi, da sempre restii a esperienze fuori dall’isola e le mete scelte sembrano essere Olanda, Danimarca o Germania, o rotte extraeuropee.
In Spagna il numero di emigrati è cresciuto fino alle 500mila unità nel giro di un decennio. Secondo i dati Eurostat, il 32% sceglie l’America Latina, il 17% l’Africa, il 10% l’Asia. I restanti agli antipodi. Nel vero senso del termine: Australia, Nuova Zelanda e isole del Pacifico sono terra d'approdo per l’8% degli “esuli” spagnoli.

Perché si sceglie di emigrare?
Sono i nuovi Paesi emergenti a richiedere nuove risorse, nuovi lavoratori qualificati, soprattutto giovani, per reggere i ritmi in crescita delle economia. In Brasile, ad esempio, c’è una richiesta media di 20mila ingegneri: ne servono 60mila all’anno, ma le università locali non ne sfornano più di 40mila. In Cina sono molto ricercati i docenti di lingua: il “fabbisogno” di insegnanti di inglese, soprattutto a Pechino, cresce con i 300 milioni di cittadini alle prese con la basic grammar anglofona. Senza trascurare i fisioterapisti richiesti in Canada, i medici cercati in India e Nuova Zelanda, i dentisti “corteggiati” dall'Australia. Rotte inedite. Nell’incrocio tra il vecchio e il nuovo della migrazione europea.


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