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Lavoro

Divieto di cumulo: il reddito non va in pensione


Come e di quanto aumenteranno i redditi dei pensionati ancora in attività lavorativa.


FTAOnline News, Milano 16 Ott 2008 - 08:59

Approvata con la manovra d’estate (legge 133/08, art. 19) l’abrogazione del divieto di cumulo si prefigge il duplice obiettivo di eliminare da un lato le sperequazioni esistenti tra le diverse categorie di pensionati e combattere al tempo stesso il lavoro nero, soprattutto nel settore dei servizi alle famiglie. Il provvedimento, secondo disposizioni di legge sarà operativo dal 1° gennaio 2009, data in cui si potranno sommare senza limiti i redditi di lavoro e di pensione.

Redditi in aumento

Aumenteranno secondo le stime in un range compreso tra poco più di 1.500 fino 27mila euro, i redditi cumulati dei pensionati. I maggiori introiti saranno molto variabili, ma di sicuro per tutti i titolari di assegni di anzianità che hanno anche redditi da lavoro l'anno prossimo sarà più ricco per l'eliminazione – dal 1° gennaio 2009 – delle trattenute.

Impatto sulle imprese

La misura inciderà significativamente anche sul turn over delle imprese e sul flusso dei pensionamenti anticipati. Già dall'anno prossimo chi raggiunge i requisiti previsti dalla legge 247/2007 sul welfare (58 anni di età e 35 di contributi) troverà più conveniente lasciare il lavoro sapendo che nessuna trattenuta graverà sui compensi derivanti da una nuova attività.


Novità per il sistema Retributivo

Se le novità non riguarderanno le pensioni di vecchiaia (almeno 20 anni di versamenti), esenti da tempo da qualsiasi trattenuta, subiranno una rivoluzione le pensioni di anzianità.


Con l'abolizione del divieto di cumulo i pensionati di anzianità potranno contare dal 1° gennaio 2009 su un maggior reddito, tanto più elevato quanto più alti sono i guadagni e l'importo della rendita. Il vantaggio sarà ancora più cospicuo per chi si rioccupa come dipendente in quanto potrà contare sull'intera pensione che con le regole attuali viene interamente trattenuta.

Novità per il sistema Contributivo

Per gli iscritti al sistema contributivo invece dal 1° gennaio del 2009 non ci saranno più trattenute. Se infatti le regole attuali comportano sempre un taglio, sia pure graduato in base all'età in cui viene chiesto l'assegno, con le nuove norme dal 1° gennaio del 2009 le pensioni contributive vecchie e nuove diventano interamente cumulabili con qualsiasi reddito di lavoro se acquisite con 40 anni di contributi o al compimento dell'età pensionabile e cioè a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne. Nessuna trattenuta verrà effettuata inoltre anche prima di tale età se il soggetto ha raggiunto il diritto alla pensione con i nuovi requisiti di età e di contribuzione previsti dalla legge 247/2007 sul Welfare (ad esempio 58 anni di età e 35 di versamenti entro il 30 giugno del 2009).

 


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