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Lavoro

Aumenta la disoccupazione tra i laureati


La disoccupazione aumenta anche tra i titoli accademici considerati “forti”


FTAOnline, Milano 07 Mar 2012 - 15:49

Qualcosa non va, qualcosa si è inceppato nel collegamento tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro.  Si discute dell'eventuale abolizione del valore legale della laurea, ma le più recenti statistiche mettono il sospetto che il “pezzo di carta” stia perdendo qualsivoglia valore reale. Scorrendo i dati del XIV rapporto Almalaurea sul rapporto tra università e lavoro, si scopre infatti che i laureati sono sottoinquadrati, male retribuiti e costretti sempre più spesso a fare affidamento sull'aiuto dei genitori. Questo quando va bene, perché mentre cresce il numero di contratti precari e il divario occupazionale tra Nord e Sud del Paese si acuisce, la disoccupazione ingrossa le proprie file anche tra medici e ingegneri.

Almalaurea: i giovani laureati rimangono a casa

Nel dettaglio, secondo il rapporto firmato Almalaurea dopo una serie di interviste a 400mila laureati, nell’ultimo anno la percentuale di disoccupati a un anno dalla fine degli studi è salita dal 16 al 19% tra i laureati triennali, mentre tra i possessori di laurea specialistica il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 18 al 20%. Non sono migliori i numeri che riguardano i corsi di studio a ciclo unico: a un anno dal conseguimento del titolo, i disoccupati sono il 19% (un anno fa erano il 16,5%).

Un passo indietro deciso è quello registrato sul fronte del tasso di occupazione: nel 2011, a un anno dal conseguimento del titolo, la percentuale di occupati tra i laureati triennali è scesa al 72,8% dall'82% registrato nel 2008. Restringendo il campo ai soli possessori di lauree forti, il tasso di occupazione rilevato nel 2011 è stato del 61,7%, contro il 79,5% del 2008.

Particolarmente critica è la condizione nel Mezzogiorno: al Sud, infatti, il tasso di disoccupazione tra i laureati è 13,5 punti percentuali superiore rispetto a quanto rilevato al Nord.

Chi trova lavoro non puo' dirsi soddisfatto

In una situazione quale quella sopra descritta, chi trova lavoro puo' sentirsi fortunato, ma non troppo. Chi dopo la laurea riesce a entrare nel mondo del lavoro, infatti, trova sempre piu' spesso un'occupazione precaria e male retribuita, come dimostra la crescita evidenziata dai contratti di lavoro interinale e parasubordinato e, purtroppo, dal lavoro nero. A un anno dal conseguimento del titolo, infatti, lavorano senza alcuna copertura contrattuale  il 6% dei laureati di primo livello, il 7% degli specialistici, l'11% di chi ha conseguito una laurea in un corso di studi a ciclo unico.

Guardando l'aspetto economico, si scopre che la retribuzione media dei laureati di primo livello è pari a 1.105 euro al mese netti, quella dei possessori di una laurea a ciclo unico non supera i 1.050 euro e quella dei laureati specialistici è ferma a quota 1.080 euro. Cifre risicate di per sé, ma messe a dura prova da una perdita di potere d'acquisto compresa tra il 2 e il 6% solo nell'ultimo anno.


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