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Lavoro

Crisi del lavoro, colpa solo del mercato?


Pochi rischi e sacrifici: gli italiani sognano un lavoro sicuro, facile e vicino a casa.


FTAOnline News, Milano 12 Mar 2010 - 10:45

Alcune difficoltà che le nuove generazioni manifestano nei confronti del mondo del lavoro dipenderebbero anche dal modo in cui oggi ci si approccia alla vita professionale. Questo è il quadro che sembra emergere dai risultati di un’indagine svolta da Monster e Athea Consulting.

 

La ricerca

Basata su interviste a 13320 persone divise in tre categorie lavorative diverse (neolaureati senza esperienza significativa, lavoratori con almeno tre anni di esperienza e professionisti con oltre tre anni d’esperienza), l’indagine ha appurato che il lavoro che sogna gran parte degli italiani è vicino a casa, non richiede particolare flessibilità né lavorativa, né contrattuale, offre una posizione prestigiosa e un ottimo stipendio e assicura il posto fisso. Se questo è quanto si cerca, dunque, facile che si rimanga a bocca asciutta, soprattutto in un contesto come quello attuale.

 

Difficoltà a lasciare casa

Ciò che contraddistingue maggiormente gli italiani rispetto agli altri cittadini europei è la scarsa propensione alla mobilità verso l’estero. Secondo i dati raccolti, tra i più giovani solo un jobseekers (come si chiama in gergo chi cerca lavoro) su due è disposto ad allontanarsi dal Belpaese. Se si prendono in considerazione, poi, i lavoratori più esperti, tale percentuale scende a poco più del 40%. Secondo i manager di Monster, questa: «È una rigidità che in altri Paesi non esiste. Noi stiamo istruendo i nostri ragazzi trasferendo loro competenze importanti, ma non ci stiamo preoccupando di formare un'etica lavorativa. L'università dà strumenti ma non spiega l'importanza di un percorso di carriera all'estero».

 

Scarsa conoscenza del contesto

Poco disposti a lasciare casa, gli italiani che cercano lavoro sembrano anche conoscere poco l’ambiente in cui sono costretti a muoversi. I più giovani, infatti, secondo l’indagine, desiderano entrare a far parte delle multinazionali, trascurando le possibilità offerte dal tessuto economico tipico italiano, costituito da una fitta rete di Pmi.

 

Preferenze confuse

Una certa confusione nei criteri di ricerca del lavoro, peraltro, traspare anche dai requisiti che i jobseekers utilizzano come bussola per indirizzare le proprie scelte. Da un lato si privilegiano settori sicuri, come l'alimentare, dall’altro si desidera un lavoro facile, piuttosto che le reali possibilità di carriera. In Italia, insomma, il fascino della sicurezza resiste inscalfibile, gettando però qualche ombra sul futuro: in un quadro simile, in cui anche i più giovani hanno timore di rischiare e non osano scommettere sulle proprie capacità, come potrà crescere il sistema-paese?

 

 

 


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