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Lavoro

Call center in fuga


Scelgono l’espatrio per risparmiare sui costi, è allarme tra i sindacati


FTAOnline, Milano 14 Dic 2009 - 13:54

Linea Roma-Bucarest. Il call center delocalizzato va  ormai per la maggiore. Che si tratti di Albania o Argentina non c’è differenza, il grande esodo del lavoro sembra riguardare già 1.500 impiegati.

Il numero, secondo le stime Cgil dovrebbe addirittura raddoppiare entro fine 2010.

Profilazioni che fanno la differenza

Oltre all’evidente crisi occupazionale i call center sarebbero soggetti anche a polemiche di altra natura. I call center forniscono servizi di diversa qualità a seconda che l’utente sia un cliente di serie A (spenda molot) o di serie B (spenda poco). Questo implicherebbe che quando a chiamare è un cliente che spende poco, lo stesso numero lo instraderà verso un call center estero. Questi call center in trasferta sono fatti di lavoratori volenterosi, capaci anche di un buon italiano. Ma sono lontani e offrono un servizio ben diverso".

Clienti a tre stelle

Il fenomeno riguarda tendenzialmente tutti gli operatori di telefonia (fissa ma soprattutto mobile).

H3g ad esempio adotta un sistema a stellette per classificare i profili di spesa dei propri clienti e la conseguente qualità del servizio.

I clienti a 5 stelle parlano con un call center italiano; i clienti ad una sola stella sono dirottati spesso verso l'estero. "E' legittimo", spiega un portavoce dell'azienda, "alcuni clienti fanno del telefonino della "3" la loro prima utenza. E' normale offrire loro un servizio attento.

Diversa la strategia di Wind che precisa: "Qui in Italia, la maggioranza degli immigrati sceglie noi. Se io ho un cliente rumeno in Italia, lo faccio parlare con un call center che è in Romania. Ci sembra corretto".

Lavoro in crisi

Al di là del fattore “profilazione”, fanno sapere dai sindacati c’è una questione occupazionale piuttosto seria. Le strategie aziendali delle varie compagnie infatti prevedono un progressivo esodo all’estero.

Secondo i dati della Cgil, infatti, Wind nel 2010 trasferirà in Romania almeno 300-400 posti di lavoro, tanto che i dirigenti dell'azienda rumena a cui sarà appaltato il lavoro stanno formandosi nel centro di Pozzuoli.

H3G (il gestore 3) già oggi avrebbe affidato in outosourcing ad aziende operanti a Tirana, Bucarest, Tunisi per un totale di 400 lavoratori. H3G ha già preannunciato che la percentuale di lavoro appaltato aumenterà e che saranno seguiti direttamente solo i clienti "a 5 stelle" (i migliori). Sarebbero invece 300 i lavoratori in Romania per Vodafone mentre tra i 500 e i 600 quelli di Telecom Italia in Tunisia, Albania, Romania, Turchia, Argentina.

Fastweb ha diversi fornitori che, per i picchi di traffico, si servono di call center in Albania e Romania.


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