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Lavoro

Capire la Busta Paga. Guida alle Voci in Busta


A titolo del tutto esemplificativo potremmo dividere la busta paga in tre grandi blocchi


23 Apr 2008 - 09:33

Dopo aver aperto la busta paga con la coda dell'occhio andiamo subito in fondo alla voce "Netto in busta", saltando tutto il resto, ma come si arriva a quella cifra finale, senza saltare l'infinito numero di passaggi a prima vista apparentemente indecifrabile che la precedono? Vediamolo insieme. A titolo del tutto esemplificativo potremmo dividere la busta paga in tre grandi blocchi: il primo dei tre, che chiameremo "anagrafico", contiene elementi ed informazioni concernenti il lavoratore, il contratto di lavoro e le sue qualifiche; il secondo potremmo ben definirlo "analitico" in quanto presenta una descrizione in sintesi delle diverse voci che compongono lo stipendio; mentre la terza parte la chiameremo "tributaria" poiché contenente tra le sue voci, lordi e imponibili ai fini del calcolo delle trattenute e dei contributi dovuti.

Sezione anagrafica

La prima sezione, quella "anagrafica" contiene l'indicazione del mese di contribuzione, il codice azienda, la matricola e i principali dati anagrafici del lavoratore dipendente.

La voce "Qual." ad esempio indica il codice che evidenzia la qualifica contrattuale del dipendente. Questa voce viene subito seguita da quella "Qualifica" che contiene invece la descrizione della funzione lavorativa svolta nell'azienda dal lavoratore (operaio, impiegato, quadro e dirigente).

Tra tutte le voci del primo blocco la più significativa é senz'altro rappresentata dalla "Retribuzione di fatto" ovvero il valore lordo mensile. Quest'ultimo viene ricavato dalla somma di altre cinque voci che sono: minimo contrattuale, contingenza, assegno supplementare, quota assorbibile e scatto anzianità.

Con "Minimo contrattuale" ci si riferisce alla paga di base, variabile a seconda del contratto collettivo nazionale cui fa riferimento in base al livello di inquadramento.

A questa va aggiunta la "Contingenza" che é un indennità fissa anch'essa dipendente dalla tipologia di contratto e dalla qualifica/inquadramento del lavoratore.

"L'assegno supplementare" é il terzo elemento dello stipendio, non fisso ma variabile in base alla provincia di residenza, e va aggiunto ai precedenti, insieme con la "Quota assorbibile" (o superminimo) che é un elemento retributivo non compreso nella paga base che varia da uno stipendio all'altro sulla base della contrattazione personale e della capacità di acquisto. Infine l'ultima carrozza è rappresentata dallo "Scatto anzianità". Da notare, poi, che la cedola evidenzia sempre le ore contrattuali mensili, ossia il totale mensile delle ore lavorative previste dal contratto e i giorni contrattuali (totale mensile dei giorni lavorativi previsti dal contratto).

Sezione analitica

Nella parte analitica invece sono presenti le singole voci dello stipendio: le "Competenze", il valore cioè, della retribuzione di fatto, indicando: i giorni lavorativi e stipendio giornaliero. Le "Festività" non godute, ossia i giorni festivi non goduti e il valore dello stipendio giornaliero previsto per quei giorni. Le "Trattenute" (quelle previste dal contratto collettivo, le addizionali regionali e quelle comunali) più le "Indennità retributive" percepite per cause diverse e il "Rimborso" spettante per le spese effettuate durante le ore di lavoro (in generale le spese di trasferta ma anche vitto e alloggio).

Sezione tributaria

La terza parte con l'indicazione degli "Accantonamenti TFR" (la quota di trattamento di fine rapporto) cui si ha diritto alla cessazione del rapporto di lavoro subordinato: tale quota dal primo gennaio 2006 potrà essere accantonata ai fondi di previdenza complementari (pensione integrativa) oppure mantenuta nell'azienda. L'accantonamento annuale é una quota pari a tutte le retribuzioni mensili percepite da gennaio a dicembre divisa per un coefficiente, è sempre indicato poi sulla cedola l'anno di imponibile (Q/INPS).

Dal "Totale lordo", stipendio lordo percepito alla fine del mese, si arriva sommando e sottraendo variabili come gli straordinari, festività non godute ore di sciopero contributi, trattenute Irpef e addizionali alla voce "Netto in busta paga". Al lordo vanno sottratti: il "Contributo totale/totale contributi sociali", contributo trattenuto dall'azienda ai fini pensionistici calcolato in funzione dell'imponibile contributivo sociale la base che varia a seconda dell'ammontare dello stipendio; il "Totale trattenute Irpef", trattenuta fiscale operata dall'azienda. Il valore è determinato sottraendo all'Irpef lorda il valore delle detrazioni fiscali; le "Trattenute corpo", totale delle trattenute operate sullo stipendio (trattenute addizionali regionali e comunali, trattenuta ente bilaterale, ore di sciopero).

E' fondamentale notare come il cedolino indichi non soltanto gli importi mensili ma anche i relativi numeri progressivi annuali "Imponibile Inail, imponibile contributivo sociale, imponibile Irpef, Irpef lorda, Irpef pagata".


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