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Lavoro

Bonus aziendali: manager in crisi


Frena la folle corsa delle gratificazioni aziendali dei manager del settore finanziario.


FTAOnline News, Milano 13 Nov 2008 - 08:53

L’esborso che i colossi finanziari americani salvati dal Governo federale dovranno onorare ammonta a 40 miliardi di dollari. Si tratta in gran parte di debiti accumulati con i loro alti dirigenti in termini di retribuzioni lavorative, premi e pensioni.

I dati, resi noti dal Wall Street Journal, sarebbe emersi in occasione dei colloqui tra le società “ salvate” e le autorità federali. Queste ultime, nota il WSJ, avrebbero imposto ai grandi gruppi finanziari di rendere noti i debiti nei confronti del management. La cifra, che non è stata resa nota ufficialmente, è frutto di un calcolo dello stesso quotidiano finanziario.

Debito senza frontiere

Il debito maturato nei confronti delle classi dirigenziali riguarda quasi tutte le grandi società che hanno ricevuto un qualche sostegno dal Governo. Goldman Sachs deve circa 11,8 miliardi, Morgan Stanley una cifra compresa tra i 10 e i 12 miliardi mentre la “ parsimoniosa” JP Morgan sarebbe esposta per appena 8.500 milioni di dollari. Tra gli altri casi si segnalano quello di Citigroup ( 5 miliardi) e Bank of America ( 1,3). La situazione venutasi a creare oggi non dovrebbe però mantenersi tale in futuro. Accettando di iniettare 125 miliardi nei grandi gruppi, il Tesoro degli Stati Uniti avrebbe infatti imposto nuovi schemi retributivi alle big di Wall Street.

La riforma dovrebbe quindi spazzare parte della struttura di bonus e privilegi di cui hanno beneficiato fino a oggi i top executives. Caratteristica micidiale del sistema era la possibilità da parte dei manager di posticipare la retribuzione convogliando i propri crediti con la società in un conto virtuale soggetto a un interesse. Si calcola che gli executives di Freddie Mac, ad esempio, abbiano guadagnato il 9,25% sui propri conti procrastinati nel solo 2007.

Tempi duri per i bonus

La crisi starebbe riducendo fino al 70% gli incentivi dei dirigenti. Ma c'è chi, grazie al boom delle commodity, può vantare uno stipendio ultra-milionario. A Wall Street, dai top manager alle segretarie si prospettano tempi di quaresima per gli stipendi. Secondo uno studio di Johnson Associates, i vertici aziendali nel 2008 subiranno un taglio drastico fino a un massimo del 70% dei bonus. Le gratifiche degli altri dipendenti, invece, dovrebbero subire una cura dimagrante compresa tra il 10 e il 45 per cento. «I compensi - afferma Alan Johnson - diminuiranno ancora di più nel 2009 a causa dell'ulteriore frenata delle attività».

Il crollo dei bonus è confermato dalle stime di un'altra società di ricerca. Anche se i numeri che balzano fuori dalle previsioni di Option Group sono un po' diversi da quelli di Johnson Associates. Il gruppo di ricerca, basandosi sui dati di bilancio del terzo trimestre, ha previsto una sforbiciata compresa tra il 20 e i l 30% per "top talent" mentre gli altri impegati dovrebbero vedere ridurre la loro busta paga tra il 40 e 75 per cento. Al di là del balletto delle cifre, quello che comunque è certo è che i bonus scenderanno. Complici la crisi finanziaria e la recessione, che ha impattato fortemente su utili e i ricavi, la parte variabile delle buste paga di Wall Street subirà dunque una drastica riduzione.

 


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