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Lavoro

L’80% delle assunzioni è flessibile


Effetto crisi sull’occupazione. Cala anche la qualità degli avviamenti al lavoro


FTAOnline, Milano 31 Ago 2012 - 18:05

Il mercato del lavoro si caratterizza ancora per un alto tasso di precarietà per i lavoratori neo assunti e rimane ancora a forza 0, in equilibrio tra i posti di lavoro creati e quelli persi.
Le difficoltà sul lavoro non hanno risparmiato nemmeno la manodopera immigrata, solitamente meno qualificata e meno legata alle fluttuazioni del mercato del lavoro, con un calo significativo di assunzioni previsto per quest’anno.
Si assume quasi solo attraverso contratti a termine
La crisi colpisce duramente l’occupazione non solo in termini di mancata continuità del rapporto di lavoro, ma anche in termini di qualità degli avviamenti al lavoro.
Secondo uno studio della Uil, lo scorso anno, in totale, l'81,1% delle nuove assunzioni è avvenuto utilizzando un rapporto di lavoro "flessibile", e solo il restante 18,9% un contratto a tempo indeterminato (vale a dire poco meno di uno su cinque). Mentre nel 2008, ultimo anno "pre-crisi", i contratti stabili toccavano quota 30%, contro il 70% di rapporti "precari".
I contratti risolti per "cessazione del termine" sono stati ben 6,4 milioni (il 62,2%) e riflettono, nella sostanza, il prevalente utilizzo da parte delle imprese di rapporti di lavoro a tempo.
Il nodo è appunto questo: creare buona occupazione portando una fetta di lavoro flessibile nell’area della stabilità utilizzando contratti a tempo indeterminato e l'apprendistato. Le difficoltà sul lavoro non risparmiano neanche la manodopera immigrata, le cui assunzioni, ha reso noto ieri l'indagine annuale targata Unioncamere-ministero del Lavoro, caleranno di circa 22mila unità (pari a un significativo -27% rispetto al 2011).
La flessione di lavoratori immigrati riguarderà in modo particolare le imprese con meno di 50 dipendenti (-88,5%) mentre la grande industria metterà in palio 14.360 posti di lavoro in più per gli immigrati.
Nel complesso la domanda di lavoro immigrato diminuirà quindi del 18% rispetto allo scorso anno. Ma quella rivolta al personale italiano scenderà addirittura del 31,6% (pari a una contrazione di 188.340 unità), aumentando così l'incidenza relativa delle assunzioni di stranieri su quelle totali.


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