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Lavoro

Addio tredicesima


Imu e Irpef bruciano le tredicesime degli italiani.


FTAOnline, Milano 21 Nov 2012 - 15:17

Quest’anno sotto l’albero gli italiani troveranno la tredicesima decurtata, non per via di un datore di lavoro poco generoso, ma per colpa delle troppe tasse da pagare.

Sono in arrivo infatti una seria di scadenze di pagamenti che di fatto neutralizzeranno l’effetto della tredicesima: entro la fine di novembre deve essere versata la seconda o unica rata dell'acconto Irperf, mentre tra meno di un mese bisognerà saldare il pagamento dell’Imu. Ecco che le tanto aspettate tredicesime non serviranno per pagare i regali di Natale, ma per pagare le tasse.

E’ stato calcolato che tra Irperf e Imu nelle casse dello Stato e degli enti locali dovrebbero entrare oltre 14 miliardi di euro. Unica nota positiva tra questi doppi esborsi è che per quest’anno l’acconto dell’Irpef è calcolato nella misura del 96% e non del 99% come per gli scorsi anni.

Tredicesime più leggere

La Cgia di Mestre stima, per esempio, che un operaio specializzato, con un reddito lordo annuo di poco superiore ai 20.600 euro, si troverà con una tredicesima decurtata di 21 euro. Un impiegato, con un imponibile Irpef annuo leggermente superiore ai 25.100 euro, perderà 24 euro. Un capo ufficio, invece, con un reddito lordo annuo di quasi 49.500 euro, percepirà una tredicesima più leggera di 46 euro.

Questa decurtazione, secondo quanto spiega il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi, dipende dal fatto che quest'anno l'inflazione è cresciuta più del doppio rispetto agli aumenti retributivi medi maturati con i rinnovi contrattuali.

Meno consumi

E già si fanno le prime previsioni sui consumi di Natale: Confesercenti stima che le famiglie spenderanno meno per gli acquisti natalizi. Il trend più in ribasso è relativo al settore dell’arredamento, con un -26%, a seguire abbigliamento e calzature -16%, turismo -9%, profumeria e cura della persona -8%, giocattoli e elettronica -3%.
L’alimentazione è il settore meno colpito perché primario e denota una flessione di un -1%. Grazie alle forti e continue promozioni, il settore dell’editoria rimane stabile.
Meno regali e più ‘pensierini’, dunque, per le famiglie la cui spesa totale si attesterà sui 3,5-3,8 miliardi, quasi il 12% in meno rispetto al 2011. Inoltre, è stato stimato che la spesa media a famiglia durante i giorni di festa sarà intorno ai 148 euro.


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